Non esiste immaginazione che non abbia il suo terreno nella realtà!

Il suo è un picture book disegnato da Puck Koper, astro nascente dell’illustrazione sulla scena internazionale. Quali sono le caratteristiche di siffatto genere letterario?

A chi desideri una risposta precisa, quindi articolata, suggerisco la lettura di un bel saggio della studiosa Marcella Terrusi pubblicato qualche anno fa da Carocci: Albi illustrati. Qui, in sintesi, posso rispondere che il picture book, o albo illustrato, è una forma letteraria e artistica dedicata soprattutto al lettore bambino; che è un libro che racconta storie semplici o complesse con una combinazione di parole e di figure e che consiste in una sequenza di tavole illustrate dentro le quali scorre anche un testo di parole, in genere poche, a volte un po’ di più, altre volte addirittura nessuna. Come succede spesso, ma non sempre, in questo caso è nata prima la storia, scritta da me, e poi sono venute le figure, la loro composizione, la grafica, i colori, lo storyboard e infine le tavole così come li ha immaginati Puck, illustrando la mia narrazione, certo, i miei personaggi, le mie atmosfere, ma costruendo inevitabilmente una narrazione parallela che arricchisce e insieme semplifica quella fatta delle sole parole.

“Giulietta e Federico” appare cosparso di rimandi e rinvii all’immaginario cinematografico di Fellini: la danza d’acrobata sui fili, come il Matto in“La strada” o il rinoceronte che soffre per amore “E la nave va”. Come ha incontrato Fellini e perché ha ritenuto scriverne ripercorrendo orme che, indubbiamente, hanno lasciato traccia nell’immaginario collettivo?

Ho incontrato Fellini come tutti: attraverso il suo cinema. Solo che, complici un padre e una madre appassionati e forse un po’ matti, l’ho incontrato molto presto, da bambina, cominciando tra l’altro da uno dei suoi film più adulti: Giulietta degli Spiriti!  Nel mio ricordo di allora, quel lungometraggio non conserva niente della sua trama e del suo argomento, lontani per me bambina dalla possibilità di una piena comprensione, ma resta piuttosto una sequenza di immagini, personaggi e colori, una sorta di viaggio meraviglioso e magico che all’epoca mi fece eleggere assurdamente quel film a mio film preferito, un posto che conservò poi molto a lungo, anche se poi per molto a lungo non lo rividi e amai intanto pezzi di altro cinema molto diverso da quello felliniano. Il desiderio di scrivere di Giulietta e Federico per i lettori bambini viene da lì, probabilmente. Ma viene anche dall’occasione di un dialogo con una donna a cui sono grata, Grazia Gotti: a telefono, un pomeriggio della primavera scorsa, Grazia mi ha fatto tornare alla mente la storia di Cico e Pallina e di come e dove si racconta che avvenne il primo incontro tra Federico Fellini e Giulia Masina.

Lei intreccia sogno e realtà, finzione narrativa e storia vera: Federico Fellini e Giulietta Masina vivono un’esistenza a due, di lavoro e di amore. D’altra parte, Attilio Bertolucci definiva la poesia “Un’invenzione dal vero”. In che misura, a suo parere, la realtà fuori di noi e quella dentro di noi sono fatalmente annodate?

Non credo sia necessaria una mia risposta. Ciascuno di noi sperimenta nella sua esistenza, nelle sue passioni, ossessioni, relazioni, questo doppio legame meraviglioso e terrifico. Una sola cosa, forse, può essere utile dire se si lavora scrivendo: che non esiste immaginazione che non abbia il suo terreno nella realtà, quella fuori e quella dentro di noi, e che l’immaginazione, lungi dall’essere una fuga dalla realtà, ha in verità proprio il senso di un’esplorazione, di una ricerca, di un tentativo di conoscenza della realtà laddove questa, che sia fuori o dentro di noi, spesso e volentieri ci sfugge.

Lirismo, delicatezza, ambientazioni ed atmosfere oniriche si espandono con esuberante vitalità. In occasione delle Celebrazioni per il centenario di Federico Fellini, cosà ha inteso restituire ai suoi lettori della visione del mondo felliniano?

Ciò che posso tentare di restituire attraverso un racconto è semplicemente una mia immaginazione, una mia minuscola indagine, o invenzione, nata dalle suggestioni dell’opera e in minor parte della vita di due grandi artisti che sono stati marito e moglie. Per il resto, è bello pensare che un racconto come questo, nato anche in omaggio, in dedica a due grandi artisti del cinema, possa accendere in quei lettori che ancora non li abbiano incontrati il desiderio di scoprire per conto proprio i film, i disegni, gli scritti di Federico Fellini, le interpretazioni di Giulietta Masina o anche, perché no, quello che ci è possibile conoscere delle loro esistenze.

Incantesimi, magie, visioni, trasparenze la cui chiave è Giulietta-Pallina. Ci decodifica ruolo, funzione di questa minuscola donna nell’opera e nella vita di Fellini?

Decodificare, addirittura! In verità, non so niente del ruolo e della funzione di Giulietta Masina nell’opera e nella vita di Federico Fellini, così come non conosco il ruolo e la funzione di Federico Fellini nell’opera e nella vita di Giulietta Masina. Quel poco che ho provato a conoscere, attraverso ciò che ho visto, letto e immaginato, è diventato il racconto da cui è nato il nostro albo illustrato. Per il resto, di nuovo, suggerisco altre letture e visioni: i film di Fellini in cui Giulietta Masina è protagonista, i personaggi che Fellini insieme ai suoi sceneggiatori scrisse per lei, ma anche il modo in cui, nelle biografie di lui o di lei, i biografi guardano e raccontano, ciascuno a suo modo, il loro legame. Una cosa è certa, però: dopo i primi incontri davanti ai copioni delle Avventure di Cico e Pallina, negli studi dell’EIAR, in piena seconda guerra mondiale, Federico-Cico e Giulietta-Pallina non si sono lasciati mai più, e nell’opera, e nella vita.

Federica Iacobelli insegna sceneggiatura all’ISIA di Urbino e scrittura e drammaturgia in corsi di alta formazione e universitari. Ha scritto racconti, romanzi, testi teatrali, script per film documentari, film d’animazione e programmi tv. Ha pubblicato, tra gli altri, Uno studio tutto per sé (Motta Junior, Premio Pippi scrittrici per ragazzi 2008), Mister P (illustrato da Chiara Carrer, Topipittori), La città è una nave (Topipittori).

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