“Non è giusto tormentarci per le cose. Perché ad esse non importa” Marco Aurelio

Il suo libro si pone all’interno del dibattito, antico e sempre moderno, relativo alla fruibilità della filosofia: se essa, cioè, sia esclusivamente un astratto esercizio del pensiero, disgiunto dalla vita di ogni giorno, oppure risulti concretamente utile ad affrontare i problemi della vita degli uomini. 

Le antiche scuole di filosofia, soprattutto quelle nate in epoca ellenistica, sono incentrate sull’applicazione della filosofia alla vita quotidiana. L’ideale socratico di “vita esaminata”, e qui stiamo parlando di uno dei fondatori della filosofia occidentale, non è un concetto teorico. È un’indicazione di come condurre la nostra vita, momento dopo momento. È molto chiaro. I metodi sviluppati funzionano bene anche oggi, poiché si basano su una profonda conoscenza della natura umana.

La street philosophy è come lo lo street food, ovvero  permetterebbe a ogni persona di reperire risposte valide e convincenti alle domande che, quotidianamente, vengono suggerite dagli eventi, anche da quelli apparentemente banali?

Chiunque può usare la filosofia per vivere una vita meno dolorosa e più soddisfacente. Ma, per percorrere seriamente il cammino verso la fioritura filosofica, bisogna mettere la pratica filosofica in cima alla gerarchia.

Lei ha scelto una filosofia ben precisa, lo Stoicismo. Ritiene che non si sia ancora esaurito?

Uso la parola “stoicismo” per descrivere un certo atteggiamento nei confronti della vita. Ma nella Scuola Appenninica di Filosofia Vivente di Trevi nel Lazio utilizzo intuizioni di sei scuole antiche: Buddhista, taoista, stoica, scettica, cinica e la scuola di Epicuro. Ma anche pensatori moderni. Il programma prevede un seminario dal titolo “Nietzsche: come la filosofia può salvare la tua mente attraverso la rinaturalizzazione del tuo corpo”, che combina la lettura e l’analisi dei passaggi più penetranti di Friedrich Nietzsche, l’esecuzione di esercizi scritti e introspettivi ispirati all’autore di “Così parlò Zarathustra”, e la scalata della vetta del Monte Autore nel Parco Naturale dei Monti Simbruini per vivere appieno ciò che il filosofo tedesco intendeva, quando insisteva sul fatto che la filosofia è un’attività di carattere corporeo.

Lei scrive: “Lo stoicismo ci ha donato e continua a donarci libertà. Gli esercizi filosofici inventati nel I secolo d. C. dallo schiavo Epitteto hanno il potere di spezzare le catene che imprigionano gli schiavi contemporanei del consumismo, delle multinazionali e di numerose convenzioni”. Qual è la sua ricetta, Professor Fabianński per vivere felici?

Avere cura della sanità mentale della nostra coscienza e ascoltare attentamente ciò che la natura ci impone.

Marcin Fabianński nasce in Polonia nel 1970, è dottore in Filosofia, docente universitario, autore di numerosi libri, regista e giornalista pluripremiato. Di recente, ha fondato una “Scuola della Filosofia Vivente”.

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