L’epica classica è contemporanea?

Lei ha riscritto l’Odissea, uno dei testi fondamentali della cultura classica occidentale. Perché ha voluto dialogare con Omero?

Perché Omero – o chi per lui: ad oggi gli studiosi tendono a credere che i poemi omerici siano stati scritti da due o più autori o da un medesimo autore ma in momenti diversi della sua esistenza, e la figura dello scrittore cieco è più un archetipo che un riscontro reale – è stato fondamentale da secoli per l’immaginario letterario e non solo: questo mi affascina molto. Senza contare che “L’Iliade” e “L’Odissea” mi hanno incantata fin da quando ero ragazza.

Il suo testo appare fedelissimo all’originale: Telemachia; viaggi di Odisseo; ritorno ad Itaca; lotta contro i Proci. Lei non ha rielaborato, artefatto, rimaneggiato; ha omaggiato ed onorato gli esametri in un moto di ossequiosa ammirazione. L’epica classica è contemporanea? Può essere proposta senza ammodernamenti che strizzano l’occhio ai lettori?

Sì, nei miti della Grecia antica troviamo diversi legami con la contemporaneità. Brama di potere, desideri, amori, rancori: perfino gli dei, con la loro litigiosità e il bisogno di riequilibrare le sorti, raccontano qualcosa dell’uomo di oggi. Ho scelto di omaggiare l’Odissea senza tradirne il tracciato, cercando di adattarla al gusto del lettore moderno, che vuole ritmo, tensione, alternarsi di luce e tenebra. Poi il poema era troppo bello per cambiarlo!

PenelopeCalipsoNausicaa e Circe: Omero rende tali figure funzionali al suo percorso umano, emotivo, emozionale. Lei, invece, dà loro voce; le rende protagoniste, mutando la prospettiva circa il genere. Perché?

Perché in realtà tutte loro erano già protagoniste silenti. Era come se fossero rimaste nell’ombra, in una sorta di sottobosco che le imprigionava (qualcuno ci ha provato a farle uscire e anche egregiamente, cito ad esempio Tabucchi, De Crescenzo, la Cantarella, la Ciani). Il mio lavoro è stato proprio questo: prenderle per mano tutte – dalla più potente regina alla più ignorata schiava – e tentare di farle uscire dall’ombra.

Odisseo muta incessantemente il suo status: eroe polýtropos, naufrago in balia delle onde, migrante vestito di cenci. C’è un tratto d’indole immutabile?

Una delle magie di Odisseo è proprio il polimorfismo: questa incredibile, stupefacente capacità di mutare a seconda delle circostanze e delle necessità è il lato immutabile dell’eroe. Oltre alla sagacia, all’intelligenza, al rispetto verso l’altro, alla capacità di non scoraggiarsi quasi mai.

Le sue apprezzate opere hanno sovente protagoniste. Quali differenze o analogie è possibile cogliere tra le ninfe, le dee, le vergini, le maghe, le spose omeriche e le eroine della modernità?

Dipende da eroina e eroina, c’è differenza, ad esempio, tra Black Mamba di “Kill Bill” e Cybersix o Lady Oscar (idolo della mia infanzia) e Lagertha di “Vikings”, ma in generale, se procediamo in senso metaforico, sono poche le differenze. Poi ci sono le donne di oggi, eroine del quotidiano. Siamo tutte noi e ci arrabattiamo per il lavoro, l’amore, la vita, trovando soluzioni, cercando di nuotare nelle tempeste come ha fatto tante volte Ulisse. Cadiamo, ma ci rialziamo spesso più forti di prima. Abbiamo strumenti diversi rispetto alle eroine dell’età antica e una consapevolezza che potrebbe essere rafforzata dagli eventi storici: ma questa va compresa e ricordata. E se non cominciamo a considerare la memoria e la lettura degli eventi trascorsi come un bene prezioso, rischiamo di perdere molte conquiste.

Marilù Oliva, nata a Bologna, è scrittrice, saggista e docente di lettere. Con HarperCollins ha pubblicato due thriller Le spose sepolte (2018), inaugurando l’avvincente saga della poliziotta Micol Medici, connotata da una mente scientifica e razionale ma dotata di un talento: di notte fa dei sogni, cui dà una spiegazione razionale, che le rivelano dettagli preziosi per le indagini. Nel 2019 è uscito Musica sull’abisso. L’autrice ha scritto altri romanzi a sfondo giallo e noir, indagando sui lati oscuri della nostra società e sulle categorie più esposte, da lei definitive “non protette”. Nel 2019 ha co-curato per Zanichelli un’antologia sui Promessi Sposi. Da sempre si occupa di questioni di genere e di attualità, ha realizzato inoltre due antologie patrocinate da Telefono Rosa. Collabora con diverse riviste ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerrie

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