La Sinistra ha fallito?

La sinistra pare aver dimenticato la sua attitudine primordiale al riscatto della classe lavoratrice e dei ceti sociali meno danarosi per condurre la sua azione in appoggio alla globalizzazione ed a puntello di un’Europa evidentemente tecnocratica e lontana dalle effettive necessità delle genti che la costituiscono. Ebbene, a quale ideologia si sta ispirando?

Una parte della sinistra, la parte ora preponderante, si ispira all’ideologia “liberal” – cosa ben diversa dal liberalismo classico -, favorevole alla globalizzazione (di cui la Cina è la principale beneficiaria), alle migrazioni di moltitudini che destabilizzano i Paesi ospitanti, all’erosione delle sovranità nazionali. L’arma più insidiosa di tale ideologia è il “politicamente corretto”, la neolingua che mira a uniformare il pensiero e a impedire il dissenso.

Igoverni mondiali paiono farsi di élite, fondandosi su un’economia interconnessa e controllata dalla finanza. La Sinistra si è, pertanto, convertita al liberalismo e al liberismo?

La sinistra non si è convertita al liberismo. Essa ha ritenuto opportuno tatticamente allearsi con forze del capitalismo globale e della tecnocrazia per realizzare i suoi obbiettivi, che sono sempre quelli dell’egualitarismo, dell’economia eterodiretta e dei “diritti umani universali”, vaghe astrazioni cui non corrispondono doveri.

Condizioni di lavoro e welfare state, un tempo tutelate dalla Sinistra, quanto pagano in termini di assenza di protezione di conquiste faticosamente conseguite?

E’ evidente che la concorrenza sleale esercitata da imprese che non applicano le nostre norme e da migranti che accettano condizioni di trattamento economico-normativo deteriori intacca i nostri standard di tutela dei lavoratori e tende ad abbassare il costo del lavoro. Questo è il prezzo della globalizzazione e dei fenomeni migratori; un prezzo che la sinistra è disposta a pagare nella logica dell’accoglienza e della promozione dell’egualitarismo a livello planetario.

La Sinistra ha stabilitodi seguire le”magnifiche sorti e progressive”, macchiandosi di tradimento rispetto alla sua vocazione primigenia o si è accordata al generale fallimento della politica?

A mio avviso, la sinistra è rimasta fedele al progressismo e a un utopismo messianico, che pretende di instaurare su questa terra il regno del Bene. Si tratta di un’utopia deleteria, perché si attua attraverso la criminalizzazione dell’avversario, e comunque irrealizzabile.

Lei raccoglie gli interventi di Adalberto Baldoni, Eugenio Balsamo, Mario Bernardi Guardi, Mario Bozzi Sentieri, Giuseppe Brienza, Rino Cammilleri, Luigi Copertino, Giuseppe Del Ninno, Gianfranco de Turris, Dalmazio Frau, Luciano Garibaldi, Francesco Giubilei, Marco Iacona, Luciano Lanna, Andrea Marcigliano, Gennaro Malgieri, Luca Pignataro, Andrea Scarabelli, Fabio Torriero e Marcello Veneziani. E’ possibile rintracciare un’opinione comune?

Il libro è diviso in due sezioni: nella prima sono raccolti gli interventi degli autori che sostengono che la sinistra ha fallito; nella seconda quelli di coloro che la pensano diversamente. Ma, al di là di questa distinzione, vi è un “trait d’union” tra le opinioni espresse, tutte caratterizzate dalla critica alla sinistra. Il libro si chiude con la postfazione di Riccardo Cristiano, intellettuale di sinistra, che, pur da una visuale nettamente differenziata rispetto a quella degli autori, giudica costruttivo il confronto tra le diverse posizioni.

Italo Inglese, prima come dirigente d’azienda poi come avvocato, si è occupato principalmente di problemi giuridici del lavoro e di relazioni industriali. Giornalista pubblicista, ha collaborato a quotidiani e periodici. È autore di saggi e opere di narrativa, tra cui, più recentemente, Eccentrici, eretici, atipici (I libri del Borghese, Roma 2012), Il diritto di critica nei luoghi di lavoro (Giappichelli, Torino 2014), Teppisti eccellenti. Vite di angeli ribelli e di furfanti (Campanotto, Pasian di Prato 2017), Abruzzo safari (Tabula fati, Chieti 2019), L’arte delle relazioni industriali. Il pensiero di Felice Mortillaro su impresa e lavoro (Solfanelli, Chieti 2020).

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