Khaos e Limite

E’ possibile conoscere la cosa in sé o bisogna accontentarsi di ciò che appare e dei fenomeni?

Le rispondo come avrebbe risposto Anassagora : “La vista dell’invisibile sono le apparenze”. La natura è la manifestazione della cosa in sé. Credo che questa dicotomia fra fenomeno e noumeno sia stato il vulnus del pensiero occidentale.

Come si pongono Ragione, Necessità, Destino e Giustizia di fronte al Caos?

Necessità e Destino sono, per me, due determinazioni del Caos, mentre Ragione e Giustizia un’azione ed una re-azione del Limite e cioè della razionalità umana che altrimenti non potrebbe sorgere e sopravvivere al Caos.

Aristotele, Heidegger, Wittgenstein, Kant, Hegel, Foucault, Pareyson emergono dalle sue pagine. Ha inteso versificare millenni di Storia della Filosofia? Qual è la relazione tra Filosofia e Poesia?

No, non credo sia possibile versificare millenni di storia della filosofia ma ho voluto affrontare le categorie fondamentali che hanno reso possibile la nascita del pensiero critico occidentale.

Nella silloge molteplici volte lei richiama “Uno e un solo significato”. Come vi si perviene?

Quando una società premia il pensiero unico e incoraggia o pianifica l’omologazione culturale per ottundere la nostra capacità di critica allo status quo. È come se avessimo una sola parola per poterci esprimere ed agire. Ridurre il tutto ad una sola definizione è la caratteristica dei totalitarismi.

C’è una “mera” numerazione nella raccolta con due uniche eccezioni.

Quale motivazione risiede nella scelta di non attribuire un titolo alle poesie?

Per non definire e dare un limite al significato.

Il linguaggio, convenzione necessaria, costituisce un limite?

Il linguaggio de-limita necessariamente la realtà e non possiamo farne a meno, ma riuscire a comprendere che al di là della convenzionalità della forma esiste un “oltre” che contiene in sé una pluralità di significati vuol dire capire che il nostro limite è sempre in costante dialogo con il caos, con il mistero. La possibilità di un’etica e di una tecnologia che sia a favore dell’uomo e della natura risiede in questo dialogo fecondo tra il Limite ed il Caos, fra la ragione ed il mistero. La poesia, l’arte in generale, ha il privilegio di “sentire” e tenere viva questa tensione fra il Sacro e la Ragione; “quell’umiltà ontologica e gnoseologica” che rappresenta l’unica via d’uscita dal delirio di onnipotenza della tecnica.

Domenico Frontera ha studiato Teologia alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma e Sociologia all’Università La Sapienza di Roma. Ha praticato la professione di informatore scientifico per venticinque anni e attualmente lavora presso l’Istituto Sant’Anna di Crotone. È altresì direttore tecnico del circolo scacchisti “ASD Scacchi” di Crotone.

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