Con gli occhi della tigre

In questo libro vedrete nominati diversi filosofi e diversi personaggi che mi piace mettere in relazione con la filosofia, ma non troverete analisi minuziose del loro pensiero.” Quali spunti e suggestioni, stati d’animo e temperature intende proporrein un testo che non pare essere un saggio?

Scrivo di filosofia vitale proprio perché la filosofia –oggi più che mai- non può non abbracciare l’intera nostra esperienza. Una filosofia vitale non può limitarsi a interpretare o analizzare ma deve motivare gli esseri umani, spingerli a esplorare le proprie risorse in ogni situazione. Con gli Occhi della Tigre vuole essere un manifesto molto più che un saggio proprio perché si propone come visione per moltiplicare altre visioni.

Lei inizia da Friedrich Nietzsche e valica secoli di evoluzione, coinvolgendo la genetica, la musica, il cinema, l’architettura e l’arte. Qual è il metodo di indagine adottato atto a raccordare siffatta pluralità di fonti?

L’intensità senza condizioni. Lo slancio a fare, costruire, progettare, combinando tutte quelle esperienze, linguaggi, relazioni, sentimenti, che arricchiscono, che trasmettono un senso di pienezza.

La mente binaria spinge alla contrapposizione e la esaspera laddove si dovrebbe tentare non banalmente di andare d’accordo ma di arricchire la propria idea, pensarla fondamentale ma mai fondamentalista.Si può rinunciare a schemi precostituitied altresì evitare di imboccare la “via di mezzo”?

Si deve. Si deve avere idee così potenti da accettare di metterle in gioco. Perché le idee e le attitudini davvero potenti non si arroccano e non hanno bisogno di aggredire ma devono usare per quanto è possibile usare le differenze naturali per mettere fuoco paradigmi più ricchi. non si tratta di trovare vie di mezzo,o un colpo alcerchio e uno alla botta: si tratta di sperimentare combinazioni superiori.

La vita lotta e vince in miriadi di modi e forme: un pensiero forte, una filosofia forte, è quella che abbraccia e valorizza queste miriadi di modi e forme.”Quanto ha attinto al patrimonio filosofico orientale, dove le differenze tra materiale e immateriale sono annullate dall’idea del corpo come strumento del pensiero?

Sono debitore piuttosto inconsapevole a modelli di pensieri di origine orientale, li ho assunti più per istinto che per studio. la centralità del corpo è per me sempre stata essenziale proprio perché separare azione e pensiero, studio e adrenalina, non è è mai riuscito, mi è sempre sembrata un’innaturale violenza verso me stesso. 

Lei dedica un capitolo alla “Filosofia sensuale, erotica, sentimentale”. Ebbene,  per qual ragione definisce il sesso come il rito definitivo?

Il sesso è la massima celebrazione del nostro rapporto con l’esistenza. Nel sesso c’è molto di più che non soltanto il sesso: c’è un paradigma di relazione con il mondo e fra noi umani. 

Franco Bolelli è filosofo, scrittore. E’ autore di Per Tutti I Per Sempre (Amazon, 2019), +Donna +Uomo (Tlon, 2017) e Tutta la Verità sull’Amore (Sperling&Kupfer, 2015), tutti e tre con Manuela Mantegazza, Si Fa Così (Torino, Add, 2013), Giocate! (Torino, Add, 2012), Viva Tutto! insieme a Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti (Torino, Add, 2010). Ha progettato e messo in scena decine di eventi e festival (fra i quali Il Festival dell’Amore, Frontiere, Living Simplicity, Mi030 con Stefano Boeri). In passato è stato redattore di Gong, ha scritto per la prima storica edizione di Alfabeta, ha fondato Musica 80!, ha curato i cataloghi delle installazioni milanesi di Brian Eno. È docente a contratto al Politecnico di Milano.

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