Viviamo tutti in una bolla

Da quando viviamo in una bolla e chi o cosa ci ha posti in uno spazio isolato ancorchè trasparente e fragile?

Tutti noi abbiamo da sempre la tendenza a vivere in una bolla, formata dal nostro quotidiano con i suoi problemi, difficoltà, illusioni, sogni. Pensiamo che la nostra realtà sia “la realtà” e non ci prendiamo la briga di indagare come siano le realtà di chi ci sta vicino. Con l’arrivo della pandemia questo atteggiamento si è accentuato per colpa dell’isolamento fisico e delle difficoltà economiche che hanno innalzato barriere tra una realtà e l’altra rendendo ancora più difficile la creazione di spazi comuni e di fatto spingendoci ad essere più egoisti.Una delle possibilità di uscire dalla bolla è data dalla condivisione dei sentimenti e del sentire, quindi la Poesia è il mezzo ideale per uscire dalle nostre piccole bolle quotidiane perché ci permette di mettere in comune quello che proviamo, sia che si tratti di emozioni e sentimenti positivi o negativi, in uno scambio che ci aiuta a crescere e a migliorare come persone.

Il suo èun libro di poesie corredato da immagini fotografiche scattate da lei stessa. Quali sono le ragioni che l’hanno indotta, soventemente, a miscelare linguaggi tanto differenti, diversi per toni e sfumature ?

Linguaggi diversi aiutano a raccontare storie in differenti modi. Da sempre io mescolo tutto: ho cominciato con la poesia e la pittura supportata dalla fotografia, poi sono arrivati il teatro e la narrativa. Avere a disposizione tanti linguaggi complementari fra di loro anche se diversi, permette di rendere con maggior chiarezza le emozioni che vogliamo condividere.

Quanto ha riversato della sua esperienza professionale in un testo che ha imboccato la pubblicazione durante il lock down?

Tutte le poesie dell’ultima parte di questa silloge sono state scritte durante il periodo di isolamento e quindi risentono per forza di quello che stavo vivendo anche dal punto di vista professionale, ma non sono solo queste, anche in altre troviamo l’eco di storie e relazioni vissute in ambulatorio. Scrivo di poesia o di narrativa ma non è possibile separare la poetessa o romanziera dal medico, dall’artista, dalla madre, dalla nonna. Sono un tutt’uno difficilmente scindibile e come tale agisco.

Il linguaggio della Poesia e la sua carica emotiva. La parola può curarci, accarezzarci, consolarci, estendersi all’altro dal poeta?

Se lo chiedeva anche David Grossman inaugurando la Fiera del Libro di Francoforte, qualche giorno fa e concludeva che nell’era della pandemia il potere delle parole può essere salvifico.

La poesia e le parole in genere sono una cura efficace almeno quanto i farmaci, le parole aiutano a cambiare la mente e creano di conseguenza realtà diverse e più accettabili accompagnandoci nei cambiamenti della vita.

Scorrendo la sua eclettica biografia, pare davvero inutile agognare a fissarla in una professione specifica. Può definirsi usando i generi cavalcati nella sua produzione?

Questa è sempre la domanda ricorrente che da più parti mi sento fare. La risposta non è difficile. Il medico è per definizione un umanista, cioè colui che si occupa dell’uomo in tutti i suoi aspetti. Io sono un medico che usa tutte le arti che ha a disposizione per meglio occuparsi dell’uomo.

Anna Bellini medico di famiglia, veronese, scrive, dipinge, recita. In realtà racconta storie, adoperando le arti magiche che ha a disposizione e con l’aiuto delle storie cura la gente.

E’ convinta che l’arte salvi la vita.

Da molti anni attrice di teatro, che rimane la sua prima “arte magica”, e apprezzata pittrice, ha allestito numerose mostre in Italia e all’estero ( Hong Kong, Parigi, Bruxelles, Doha) e recitato nei più svariati ruoli dal Cabaret a Shakespeare., da Pirandello a Godoni.

Ha iniziato il suo percorso di scrittrice pubblicando narrativa per ragazzi, poi romanzi per adulti e raccolte di poesie.

Ricordiamo per i ragazzi “LA Casa del Monte dei Santi”- “Il Colore dei nomi” – “Anni e il mistero delle uova di gelsomino” – “ Le avventure di una strega madrina” – “ Le avventure di Squizzi nel Bosco della Fontana” -”Marea nera”.

Tra i romanzi per adulti: Chebba e ritorno”- “Nostalgia d’Infinito” – “Arlecchino allo specchio” – “Gli occhi delle farfalle”

Le sillogi poetiche: “Amare Picasso” – “A tempo di blues”- “Acqua terra fuoco” – “Delirio erotico in versi liberi” – “Di me stessa musa”.- “Viviamo tutti in una bolla”

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