Il barattatore di libri

Destarsi una mattina qualsiasi e decidere di fare qualcosa che frantumi pienamente gli schemi.

Nasce proprio così il suo viaggio senza meta e senza soldi?

L’idea di partire è arrivata la mattina stessa. E’ stata una scelta dettata dalla voglia di confermare a me stesso e successivamente a gli altri, che nella vita possiamo affidarci e dobbiamo osare. Non escludo che intraprendere un lavoro interiore anni fa mia ha dato la possibilità di capire che il viaggio era iniziato già da tempo“

In “108 aforismi per un viaggio” lei scrive: “La distanza tra noi e la nostra anima è quantificata dall’intensità del nostro dolore. La sofferenza è un passaggio, è necessario accettarla, entrarci dentro per poi riuscire a liberarsi. La vita è semplice: indagare su chi siamo, riconoscere il nostro dono e metterlo a disposizione”.

Qual è la molla per uscire dalla confort zone?

Sicuramente conoscere se stessi, conoscere chi siamo, e indagare sulla vita, ci dona la possibilità di cominciare a volerci bene. Credo fermamente e sento ancor di più, che innamorarsi di se stessi ci porta a non inquinarci, a cambiare le nostre abitudini. Iniziare a sentire nel profondo che siamo in un passaggio importante, in un passaggio di vita e che soprattutto non siamo da soli, ma legati da un filo invisibile che ci unisce gli uni agli altri. Da qui; riconoscere il nostro dono per metterlo a disposizione. In un mio aforisma dico: “Una volta ottenuto il proprio “successo” personale, se non si mette a disposizione non è successo nulla”. Sentire che siamo anche altro, e non solo quello che apparentemente vediamo… ci porta automaticamente a voler uscire dalla zona di confort, nel sentire il bisogno di sperimentarci, di vivere pienamente, di osare per spingerci poco più in là del nostro conosciuto ed approdare nei lidi che portano inevitabilmente quella felicità che stando fermi non troveremmo mai.

Gli editori senz’altro avranno fiutato la notevole risonanza della sua esperienza. Quali sono le ragioni per le qauli non ha accettato un danaroso contratto?

Mettere a disposizione parte dei proventi con la vendita dei miei libri. I miei lettori che ormai dal web mi conoscono e che io conosco, hanno tutti una comunicazione con me. Ho voluto un contatto che non avrei mai avuto stando su uno scaffale di una libreria. Devo molto a loro, devo molto a chi mi ha aiutato a far leggere i miei scritti, a farli conoscere. Ho avuto un grande sostegno che ho voluto donare agli altri.

Quanto hanno contribuito i social network alla divulgazione del suo intendere la vita e quanti “alleati” ha incontrato?

Potrei dire anche il 90%. Vorrei risponderle con un mio aforisma “Tutto si avvera se lo pensi con il cuore”. Il barattatore di libri, il mio secondo libro, è stato il simbolo di questo scambio con i lettori, che hanno ricevuto con la lettura, la testimonianza del viaggio che ho fatto girando tutta Italia senza soldi e senza meta. Senza i canali web probabilmente avrei divulgato ugualmente il mio messaggio, ma con un tempo diverso, e molto più lungo.

Può calzarle la definizione di San francesco 2.0?

Lessi una frase di San Francesco che mi colpì molto e che contribuì ulteriormente a farmi osservare; esotericamente ed essotericamente: “Piccolo è il sito, grande è la quiete”. Da allora ebbi una spinta maggiore nel cambiare le mie abitudini, e parte della mia vita. Mi piace molto la figura San Francesco, ma mai riuscirei a paragonarmi ad un santo illuminato come Francesco da Assisi.

Emanuele Sapuppo ha scritto Il risveglio di Iacopo Canegatti, Il barattatore di libri, 108 aforismi per un viaggio, tutti autoprodotti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...