Maddalena bipolare

Mi chiamo Sabrina, ho trent’anni e soffro di un disturbo dell’umore che a volte si aggrava in un disturbo di conversione. E sono anche istrionica, che è un disturbo della personalità.” In quali forme si esprime il disturbo bipolare di cui soffre la protagonista del suo romanzo?

La protagonista soffre principalmente delle cosiddette “fasi maniacali”, gli “up” dei bipolari, dove l’umore schizza in alto e fa perdere la percezione della realtà. In particolare, Sabrina in queste fasi va in deliri mistici, per cui crede di essere la reincarnazione di importanti personaggi storici, da Cleopatra a Madre Teresa di Calcutta, passando ovviamente per la Maddalena di Gesù (da cui il titolo). Per questo viene ricoverata nel reparto psichiatrico di un ospedale e successivamente decide di trascorrere un periodo di riabilitazione in una casa di cura psichiatrica, dove conoscerà il dottor Guido La Porta, il primario sensibile e generoso che la farà innamorare.

Il suo sembra un monito ad essere attenti al dolore altrui, a farci forieri d’empatia. Trova che la contemporaneità vada scossa in tal senso?

Purtroppo c’è molto bisogno di scuotere in questo senso tutti. Il dolore chiude e se chi sta meglio non si affaccia sul dolore altrui, chi soffre rischia di finire vittima di se stesso. Questo vale sia per il dolore fisico che per il dolore mentale. Per quanto riguarda quest’ultimo, c’è da dire che sui problemi psichici c’è ancora molta molta ignoranza, ci sono pregiudizi e c’è emarginazione. Sabrina, la protagonista di Maddalena bipolare, è una donna che riesce a spezzare la catena di pregiudizi che vuole che una donna con problemi psichiatrici sia una femmina poco attraente per gli uomini. Infatti Sabrina all’inizio del romanzo è fidanzata con un pittore, sarà lei a interrompere il rapporto con lui e susciterà l’interesse del proprio psichiatra. È una sorta di rivalsa.

Il suo è un romanzo che gratta il fondo buio della sfera affettiva; vaglia meticolosamente i sentimenti, le emozioni, le attrazioni, le ossessioni, le passioni per poi scaraventarli, di nuovo, al tappeto senza sterili edulcorazioni. Quale idea delle relazioni umane voleva che emergesse?

Beh volevo proprio che emergesse la contraddizione. Soprattutto nel rapporto tra Sabrina e il proprio medico regna l’ambivalenza. Le relazioni spesso sono così. Sabrina poi vive tutto a mille, anche perché è una bipolare istrionica, quindi un po’ teatrante. Non volevo un romanzo con effetto placebo, volevo scuotere. Sabrina è una donna con una vita sconvolgente, piena di alti e bassi, di salite e di discese, e così il lettore, la lettrice, sale e scende con lei.

Lei enfatizza la difficoltà del tessere relazioni umane, perennemente ondivaghe, barcollanti, precarie, quasi insostenibili; tuttavia esse risultano pregne di significato perché avulse da qualsivoglia categoria predeterminata. Perché ha palesemente evidenziato l’esclusione di un intento morale? Penso alla forte attrazione tra Sabrina-Maddalena ed il medico conosciuto nella clinica psichiatrica.

Credo che sul finale del romanzo, che non posso svelare, un insegnamento per i lettori e per le lettrici ci sia. Per il resto, in linea generale chi scrive non è chiamato per forza a infiocchettare un insegnamento e darlo in pasto a chi legge, ognuno alla fine in un libro ci legge ciò che vuole. Gli scrittori e le scrittrici spesso si “limitano” a osservare la realtà e a indagare sui suoi processi sotterranei, ma non sempre si sentono in dovere di dare un insegnamento esplicito… Sotto sotto, comunque, un insegnamento c’è sempre: è lo stesso che noi ricaviamo ogni volta che facciamo esperienza della realtà.

“Maddalena bipolare” è un romanzo in parte epistolare. In qual misura diverge dal genere codificato dalla tradizione?

Le lettere, in questo caso le email, sono solo una parte, una piccola parte del romanzo, per questo Maddalena bipolare non si può definire un romanzo epistolare vero e proprio. Le email irrompono nella scena quando Sabrina esce dalla casa di cura e vuole comunicare con gli psichiatri, ma soprattutto con lo psichiatra di cui si è innamorata. Anche qui si notano gli aspetti della sua personalità istrionica, per cui la donna esagera molto le sue emozioni, le esaspera quasi come un’attrice.

Ornella Spagnulo ha seguito il master in scrittura creativa della Luiss – Luiss Writing School – dopo una laurea a pieni voti in Lettere con tesi pubblicata (Il reale meraviglioso di Isabel Allende). Ha collaborato con “Il Romanista” e con diverse testate online (Flanerì, Romatg24, Finesettimana), scrive per “La Voce del Municipio”. Ha partecipato a tre antologie con Giulio Perrone Editore (due di poesie e una di racconti) e ha svolto uno stage di tre mesi presso Fazi, come lettrice. Nel blog www.ornellaspagnulo.blogspot.it ha pubblicato i primi brani del suo ebook The Wall, che si basa sulle Città Invisibili di Calvino e sui Pink Floyd, e racconta emozioni e conflitti dell’adolescenza. È dottoressa di ricerca in Italianistica, ha curato una raccolta di inediti di Alda Merini per Einaudi, Confusione di stelle, insieme a Riccardo Redivo. Ha pubblicato tre raccolte di poesie e un saggio di interviste su Alda Merini, E gli angeli sono distanti.

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