DONNE PER L’ARTE:

l’Arte invisibile delle Donne nell’Arte Contemporanea

Maria Elena Danelli, Maria Galano, Aurora Maletik, Maria Mesch, Enza Miglietta, Paola Scialpi, Betty Zola: un caleidoscopio di universi femminili, dissimili quanto ad età, condizione, ruolo sociale, esperienza esistenziale. “Qual tratto le accomuna?

Direi tre aspetti: un approccio etico-emozionale aperto al sociale e alla bellezza delle piccole cose, per persone, cose ed emozioni spesso invisibili. Un atteggiamento creativo di ricucitura degli strappi civili ed esistenziali, e un interesse per la scrittura e la poesia.

L’arte femminile possiede delle peculiarità?

Le donne da sempre hanno avuto il ruolo fondamentale di “umanizzare “ l’arte. Mentre nel primo Novecento, l’arte fatta dalle donne si è espressa raramente nella pittura, e quasi sempre, invece, in termini tridimensionali, in una pratica scultorea, oggi sono più libere e trasversali, occupando campi come la mail art, il libro d’artista, la fotografia e le performance.

In generale direi che l’arte delle donne è più aperta alle contaminazioni della vita reale ed è passata da una fase seduttiva e narcisistica dell’artista a una fase più materna, solidale e provocatoria (Ono, Beecroft e Abramovic) e sociale.

Si è passati nel ‘900 da una femminilizzazione della vita ad un’estetizzazione dell’arte, da un decorativismo estetizzante ad una proiezione estetica del vissuto femminile (da Artemisia Gentileschi a Frida Kahlo)

La nota di piacere è che finalmente le donne si stanno affermando anche nella critica d’Arte, vedi i successi di Rosalind Krauss, Susan Sontag, Lea Vergine)

Quello che mi piace nell’arte delle donne contemporanee che hanno ribaltato l’oggetto del desiderio maschile(la donna), in persona desiderante, pensante, umanizzante ed estetizzante.

Quali sono gli apporti della filosofia, della sociologia, dell’antropologia, della psicologia all’arte, nella fattispecie muliebre?

Gli apporti culturali delle donne sono sempre stati poco riconosciuti ma sempre fondamentali. In filosofia, a parte la grande Ipazia d’Alessandria, (rappresentante la filosofia Neoplatonica), bisogna aspettare il ‘900 per vedere l’affermazione di Donne come la Arendt, e la Zambrano. L’antropologia femminista pone l’accento sulle relazioni di potere originate dai ruoli di genere. Con essa in particolare s’intende: mettere al centro la dimensione soggettiva, ovvero ciò che intimamente caratterizza l’esperienza. L’antropologia femminista dunque restituisce all’azione sociale la dimensione emotiva e del desiderio nella costruzione delle soggettività.( si vedano le posizioni in merito di Margaret Mead, Castañeda Salgado e di Marcela Lagarde). Interessantissime infine le riflessioni di Teresa Del Valle che individua inoltre alcuni punti, che possono servire e guidare chi fa ricerca, per sondare gli elementi cruciali nella raccolta di storie di donne, in particolare nelle memorie delle donne: – traguardi: momenti importanti di raggiungimento di obiettivi, quindi diriorientamento nella vita; – crocevia: momenti di snodo nell’esperienza delle donne; – sviluppi: momenti nei quali si inseriscono i crocevia; – interstizi: momenti in cui le donne trovano il modo di risolvere situazioni difficili. Quanto alla Psicologia, furono molte le donne che cambiarono la psicologia grazie al loro contributo, e anche grazie alla loro determinazione a passare attraverso situazioni di discriminazione a causa del genere. Queste donne meritano di essere riconosciute per il loro lavoro pionieristico. ( Ricordiamone alcune: La famosa figlia di Sigmund Freud, Anna, era una ben nota e influente psicologa a pieno titolo. Mary Whiton Calkins, Mary Ainsworth, Karen Horney Quando Sigmund Freud propose la sua teoria che le donne sperimentano l’”invidia del pene”, la Horney gli rispose che gli uomini soffrono di “invidia del ventre” e tutte le loro azioni sono motivate dalla necessità di compensare il fatto che non possono avere figli. Melanie Klein (Sua la famosa Play Therapy, oggi è una tecnica comunemente usata per aiutare i bambini ad esprimere i loro sentimenti in modo naturale) Virginia Satir fu una delle psicologhe pioniere nella terapia familiare.

Il suo è un affascinante excursus tra percorsi estetici e formali differenti per latitudini e risultati di ricerca, accomunati dall’unicità di ogni singola artista, esaminata con maestria analitica da un punto di vista critico e poetico. Ebbene, quali deduzioni si possono trarre rispetto all’attuale status della ricognizione artistica?

Direi innanzitutto una grande vitalità che da almeno vent’anni vado testimoniando(vedi anche il mio libro precedente sempre sull’Arte delle donne ”Rompete le righe, Campanotto Editore).

Oggi anche le Donne risentono della “Globalizzazione culturale”, imposta dai media e da Internet, ma c’è stata un’indubbia esplosione del fenomeno dell’Arte delle Donne. Oltre alle maestre storiche citate e alle artiste da me analizzate nel libro, ricordiamo almeno, Natalia Goncharova; Vivian Maier; Jenny Holzer, Irma Blank; Dadamaino; Carla Accardi; Maria Pia Fanna Roncoroni, Anna Boschi, Fernanda Fedi, Maria Micozzi, Evelina Schatz, Fausta Dossi, Oki Izumi, solo per citarne alcune.

Valerie Solanas in SCUM, manifesto del 1967, affermava che “a male artist is a contradiction in therms”. Può commentare questa asserzione?

Ricordiamo per i non addetti ai lavori che Valerie Jean Solanas (Ventnor City, 9 aprile1936San Francisco, 25 aprile1988) è stata una scrittrice, attrice e attivista statunitense, stereotipo della “lesbica pazza”, della femminista “che odia gli uomini”. Il nome di Valerie Solanas, ancora oggi, segna il limite di rispettabilità e ragionevolezza che il femminismo deve osservare per essere tollerato, e pertanto la lettura delle sue opere è tuttora considerato un atto eversivo” scrisse “Il Manifesto SCUM nel 1967 e pubblicato nel 1968, l’anno in cui ha sparato e ferito Andy Warhol, che fu oggetto di persecuzioni e stalking prima e dopo l’attentato, da una parte perché era l’icona mondiale dell’Arte maschile, dall’altra forse per attirare l’attenzione sul suo Manifesto. Un “artista maschio” è una contraddizione in termini”, è solo una delle tante provocazioni e riflessioni forti di rivendicazione dell’autonomia e forza non solo dell’Arte femminista. Inserita nel suo Manifesto di rivendicazione dell’Arte e dei diritti delle Donne SCUM, fece e fa ancora scalpore. Ricordiamo che dichiarò che fu vittima di abusi sessuali da parte di suo padre per tutta l’infanzia. Il suo Manifesto è un feroce, provocatorio e rivoluzionario attacco alla cultura patriarcale e maschilista.

Donato Di Poce è Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo. Artista poliedrico, innovativo ed ironico, dotato di grande umanità e CreAttività. Ha al suo attivo 32 libri pubblicati (tradotti anche in inglese, arabo, rumeno, esperanto e spagnolo), 20 ebook pubblicati su Amazon e 40 libri d’arte Pulcinoelefante. Dal 1998 è teorico, promotore e collezionista di Taccuini d’Artista. Ha realizzato L’Archivio Internazionale di TACCUINI D’ARTISTA e Poetry Box di Donato Di Poce, progetto espositivo itinerante. (Vedi sito internet: www.taccuinidartista.it).

Tra le numerose pubblicazioni di Poesie ricordiamo: L’ALTRO DIRE, Edizioni Helicon, Arezzo, 2020. ATELIER D’ARTISTA, I Quaderni del Bardo Edizioni, Lecce, 2020. ONDE GRAVITAZIONALI, Arcipelago Itaca Edizioni, Osimo (AN) 2020. ARTAUD: Il Poeta e il suo doppio, I Quaderni del Bardo Edizioni, di Stefano Donno, Sannicola (LC), 2019. LA POESIA DILATA I CONFINI Omaggio a Tomaso Kemeny, I Quaderni del Bardo Edizioni, di Stefano Donno, Sannicola(LC), 2018. LAMPI DI VERITA’, I Quaderni del Bardo Edizioni, di Stefano Donno, Sannicola (LC), 2017, UT PICTURA POESIS, Dot.com Press, Milano, 2017. VITA, Poemetto, Il Sottobosco, Bologna, 2017. LABIRINTO D’AMORE, Lietocollelibri, Como, 2013. LA ZATTERA DELLE PAROLE” Campanotto Editore, Udine, 2005 e nel 2006 è stato ristampato e tradotto con testo inglese a fronte, con traduzioni di Daniela Caldaroni e Donaldo Speranza, sempre per la Campanotto Editore, Udine. L’ORIGINE DU MONDE, Lietocollelibri, 2004. Poemetto Erotico, VINCOLO TESTUALE, Lietocollelibri, Como, 1998 “opera prima” in versi che era in realtà un’accuratissima scelta antologica, con testi critici di Roberto Roversi, e Gianni D’Elia.

Ha scritto inoltre numerosi libri di Critica d’Arte e di Aforismi.

www.donatodipoce.net

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