Le magnifiche

Da Messalina a Grazia Deledda, dalla regina Margherita di Savoia a Wanda Osiris, passando per la monaca di Monza: trentatré ritratti di altrettante donne, un caleidoscopio di universi femminili, dissimili quanto ad età, condizione, ruolo sociale, esperienza esistenziale. Qual tratto le accomuna?

Sono donne emblematiche e caratterizzanti ciascuna la propria epoca, donne indomite dalla personalità carismatica e dalla vita intensa e spesso tumultuosa, che hanno vissuto passioni rapinose ed esperienze artistiche e personali straordinarie e che hanno dimostrato un talento e delle qualità non comuni.

I suoi ritratti muliebri spaziano dal 60 a.C. agli anni ’60 del Novecento. Quale criterio di scelta ha adottato per navigare attraverso i secoli?

Ogni scelta presuppone una rinuncia e per 33 che ne ho scelto, ne ho lasciato fuori decine e decine che avrebbero meritato di essere inserite in quello che Lei, giustamente, definisce “caleidoscopio di universi femminili”. Un criterio è stato sicuramente l’eccezionalità della loro figura, del loro agire o dei traguardi raggiunti o il posto che occupa nella Storia, l’essere comunque inimitabili o uniche nel proprio campo. Penso alla caratura di una Cleopatra e alla sua influenza sulla vicenda esistenziale di Cesare e Marco Antonio, alla spiritualità e alla forza interiore di Chiara d’Assisi; penso alla figura controversa e demonizzata di Lucrezia Borgia, così rappresentativa delle corti rinascimentali italiane pervase dal fulgore della magnificenza e dalle arti, ma altrettanto permeate da sinistri intrighi e scellerati complotti; penso alla statura imponente (nonostante lei fosse piccolina) di Caterina de’ Medici e delle innovazioni che portò alla corte francese dove visse ed operò; penso all’ingegno pittorico e alla vicenda cupa e violenta di Artemisia Gentileschi, al talento inarrivabile di Eleonora Duse e di Maria Callas (le più grandi nel loro campo; penso alla pervicace volontà di Maria Montessori e Grazia Deledda (prima e unica italiana ad aver ricevuto il Nobel per la Letteratura) nel perseguire i propri ideali, ma tutte e 33 sono state donne fuori dal comune e dagli schemi.

Quelle descritte sono di certo donne emblematiche: le loro passioni ardimentose, le scelte intrepide, la debolezza e l’impeto del loro essere, ma anche l’inarrendevolezza, il genio e la forza di volontà che le hanno connotate. Quale messaggio ci offrono?

Nella Sua domanda è insita in fondo la risposta. Sono donne che non hanno avuto una vita facile né sempre lastricata di successi e fulgori; hanno dovuto lottare per imporre la propria personalità, le proprie scelte di vita, per perseguire i propri obiettivi e che non si sono arrese mai. Donne che hanno dovuto combattere contro pregiudizi, scardinare preconcetti, abbattere steccati, lottare indefessamente. Donne che hanno patito ingiustizie, prepotenze e persino violenze, che sono cadute, che talvolta hanno toccato il fondo dell’esistenza, ma che hanno avuto sempre la forza di reagire, di alzare la testa, di non soccombere. Da loro possiamo imparare moltissimo in quanto a lezione di vita, anche negli errori da non imitare.

Le donne sono riuscite ad abbattere con fiera determinazione le gabbie concettuali in cui abbiamo abitato per lungo tempo. Ebbene in cosa si diversifica il punto di vista muliebre?

Presumo Lei intenda il punto di vista “muliebre” di me in quanto scrittrice e non scrittore. Le dico che proprio per il mio essere donna e anche attrice e autrice teatrale (porto in scena da anni due monologhi intensi e appassionati da me scritti, “Maria Callas, la Divina” e “Di fuoco e di vento. Eleonora Duse l’Imaginifica” in cui do corpo e anima a due Artiste inarrivabili ma dagli amori tormentati), ciascuna delle 33 MAGNIFICHE è transitata nel mio cuore e nella mia anima e prima di farle rivivere sulla pagina, mi sono accostata ad esse con un’adesione empatica, emotiva e psicologica totalizzanti, proprio perché le sentivo affini (persino quelle diversissime e lontane dal mio modus vivendi) nei loro moti dell’anima e nelle motivazioni del loro agire. Le ho poste ciascuna su una sorta di palcoscenico e le ho “spiate” come da dietro le quinte utilizzando luci e penombre proprio come si fa a Teatro; non solo, ma essendo io anche pianista, ho utilizzato la grammatica musicale per narrarle attraverso quella che si chiama “dinamica musicale” (ciò che in pittura è il cromatismo in un certo senso), utilizzando diverse sfumature di tocco (dall’opalescenza di un Debussy agli accordi appassionati di un Rachmaninov, per dire) e poi crescendo e diminuendo, accelerando e ritardando, e così via. Questo perché ogni esistenza l’ho letta anche come una straordinaria e complessa partitura musicale.

Le sue pagine quanto si discostano dal femminismo nelle sue plurime e molteplici declinazioni?

L’approccio e lo sguardo nei confronti de Le Magnifiche non è stato ideologico, sociologico o politico. Le ho raccontate nella loro interezza di personalità emblematiche e straordinarie senza giudicarle e senza connotazioni distorsive. A me è interessato, oltre alla caratura del personaggio, far riverberare l’essenza della loro anima, la loro femminilità più autentica, con la forza a loro intrinseca ma anche con la fragilità e la sensibilità particolari che spesso connotano noi donne, con la volitività che ci è propria ma anche con le contraddizioni e la molteplicità delle emozioni che ci caratterizzano. Ho cercato di far conoscere “l’altra faccia della luna” che si nasconde in loro, la loro umanità, le debolezze, le luci e le ombre e soprattutto la splendida interiorità che racchiudono. Spero di esserci riuscita. Questo libro, lo ripeto spesso, è un viaggio nel tempo, un percorso dell’anima e una galleria di fiammeggianti storie d’amore e devo sottolineare con grande gioia e un pizzico di orgoglio che sta piacendo moltissimo (dopo poco più di un mese è già in ristampa) anche agli uomini che lo hanno comprato per scoprire un po’ di più il meraviglioso e misterioso universo muliebre. Ma sono soprattutto le donne che a migliaia se lo sono regalato e lo stanno regalando a madri, sorelle, amiche e questo per me, in qualità di autrice, è meraviglioso, perché si sta creando un passa-parola e una sorta di catena fantastica attraverso cui Le Magnifiche stanno viaggiando in tutta Italia (e non solo) e stanno facendo compagnia, in questo periodo terrifico, a molte persone. E di questo sono felicissima, grata ed emozionata.

Daniela Musini è scrittrice, pianista, attrice e autrice teatrale e ha allestito in Italia e all’estero acclamati recital/concert incentrati sull’opera di Gabriele d’Annunzio e monologhi dedicati a intense figure femminili quali Eleonora Duse e Maria Callas. Da sempre appassionata di personaggi carismatici di donne, ha al suo attivo la biografia Lucrezia Borgia. Misteri, intrighi e delitti (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri) e un saggio ebook dedicato all’universo muliebre dannunziano dal titolo I 100 piaceri di d’Annunzio. Passioni, fulgori e voluttà (Librinmente Editore). Per la sua poliedrica attività artistica e per i traguardi raggiunti le sono stati conferiti 36 premi letterari nazionali e internazionali e 16 premi alla carriera.

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