Vivere mille vite. Storia familiare dei videogiochi

Videogiocare attrae milioni di persone in tutto il mondo, di ogni età, ceto sociale, background culturale. Videogiocare è un’attività da valutarsi seriamente?

Come andrebbe valutata seriamente ogni attività che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo di età e provenienze differenti. Se non perché la si apprezza almeno per studiarne linguaggi, subculture, effetti e narrazioni.

Chi videogioca non si limita ad afferrare un joypad e mettere in funzione la PlayStation. La propria passione è seguita su uno smartphone, sul treno, in strada, in vacanza o al lavoro. Quanto siffatta pratica isola o può aprire anche al consesso umano?

Isola più o meno come molte altre pratiche che ci piacciono molto, come la lettura, il perdere tempo sui social o passare una giornata a vedere serie tv. In alcuni casi è più “efficiente” nel farci passare il tempo. Può essere però anche fonte di apertura, perché ci sono le comunità di amanti di videogiochi e c’è il giocare con gli altri, con o contro di loro, spesso anche organizzati in veri e proprio club.

Videogiocare consente di spalancare porte su mondi alternativi in cui foggiare il proprio alter ego, così da poter vivere un’esistenza difforme dalla reale. Il gamer fugge, scappa, intende evitare lo scontro con il banale quotidiano?

Non è detto che chi gioca lo faccia solo per evadere, non più di chi evade, ancora una volta lo dico, leggendo o vedendo un film. Anzi, a volte il videogioco il quotidiano e i suoi problemi te li sbatte in faccia, dipende da cosa giochi.

Sulla scorta di fenomeni sociali innescati dai videogiochi, reputa che un gamer compia scelte etiche?

Non sempre, su questo punto di vista la massa tende a non compiere scelte etiche, nel senso che al momento pochi si interessano di come i videogiochi vengono fatti, ma ci stiamo arrivando.

Per chi non è hardcore nerd inside può esemplificare tendenze, mode, passioni e rivoluzioni tecnologiche veicolate dai videogiochi?

La risposta richiederebbe un altro libro. Diciamo che ai videogiochi si deve gran parte dello sviluppo dei computer moderni, sono attualmente uno dei mercati più importanti dal punto di vista economico e sono parte della cultura popolare attraverso le loro storie e i loro personaggi.

Lorenzo Fantoni, dopo una laurea in Media e Giornalismo, nel 2007 decide di diventare scrittore, storyteller e divulgatore, esperto in cultura pop, tecnologia, gadget e videogiochi. Da anni collabora con le maggiori realtà del settore come Wired, Vice, Multiplayer.it, Corriere della Sera, PlayStation Magazine Ufficiale, per i quali è spesso all’estero per reportage su eventi speciali, press tour e racconti dedicati alle mille sfaccettature del mondo “geek”. La sua conoscenza di vari aspetti della cultura contemporanea lo ha portato a essere ospitato su Virgin Radio all’interno della trasmissione Dr. Feelgood con uno spazio dedicato a videogiochi, serie TV e tecnologia. Recentemente ha partecipato su Rai 3 ad Agorà per spiegare il fenomeno Pokémon Go. Ha scritto per Sky documentari dedicati al mondo del cosplay e delle competizioni di videogiochi (Cosplay Stories e Esports People), andanti in onda su Sky Generation e attualmente in replica su Sky Atlantic. Vive a Milano e cura un blog dedicato alla cultura nerd (n3rdcore.it), letto ogni giorno da migliaia di persone.

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