Il bambino è il maestro. Vita di Maria Montessori

Al nome di Maria Montessori si lega in modo naturale la metodologia che ha prodotto una rivoluzione nella pedagogia, ponendo il bambino al centro del processo educativo e rispettando il suo io nonché i tempi con cui si edifica.

Quali ritiene fossero i tratti più incisivi della sua personalità?

Maria Montessori e’ una rivoluzionaria, una scienziata, una mistica, una visionaria, una donna d’affari, una leader naturale. Personaggio molto complesso e appassionante.

Maria Montessorida giovane si divide tra militanza femminista, volontariato sociale e lavoro in corsia. Quando e perché comprende di doversi dedicare alla pedagogia?

Da giovane medico, Maria Montessori si occupa degli ultimi della societa’, e ben presto si accorge che questi non sono le donne, come pensava inizialmente, ma i bambini. L’evento fondamentale che le fa decidere di occuparsi di bambini e’ poi l’ingresso nel manicomio di Roma, diretto all’epoca da un suo collega che e’ anche il suo amante, Giuseppe Montesano. Il manicomio era un luogo spaventoso, e qui venivano rinchiusi i bambini con qualsiasi tipo di ritardo, dall’autismo alla sordita’. I bambini venivano definiti idioti incurabili e abbandonati li’ dentro. Maria Montessori si ribella e inizia a studiare tutto quello che trova sull’educazione speciale, per dimostrare che sono invece curabilissimi, e che li si puo’ fare uscire dal manicomio. Il passo dall’educazione speciale all’educazione normale avviene in un secondo momento.

Montessori è un personaggio controverso: idolatrata ed, al contempo, aspramente criticata. A centocinquant’anni della sua nascita si può giungere ad un giudizio unanime e concorde?

Maria Montessori e’ un genio, e come tutti i geni e’ una personalita’ complessa e non facile. Credo che il tempo abbia dimostrato la forza della sua visione, non a caso il suo e’ l’unico nome che resta, oggi, fra i tanti che negli stessi anni cercarono di cambiare l’educazione, fondando addirittura il movimento internazionale della Scuola Nuova. Questo le e’ riconosciuto anche dai critici.

All’inizio c’è una bambina. Se ne sta chiusa in una grande aula dai soffitti troppo alti. È il 1876 e la scuola elementare pubblica di via San Nicola Tolentino, a Roma, è come tutte le altre del Regno d’Italia: una prigione per bambini. Si sta immobili nei banchi, si ascolta la maestra per ore, si ripete la lezione in coro. Se ci si comporta male si viene puniti.

In che misura Montessori offre una fotografia contemporanea della scuola italiana?

Maria Montessori bambina detesta la scuola, mi sembra un dettaglio delizioso. E’ piccola, e per di piu’ donna, in un mondo che non e’ fatto per i piccoli. La scuola in cui studia e’ tradizionale, autoritaria, ripetitiva e poco stimolante. Da grande si battera’ per cambiare tutto questo: non solo la scuola, la societa’. Diceva che bisognava creare il partito dei bambini, e avere un ministero dei bambini.

Cristina De Stefano, giornalista e scrittrice, vive a Parigi e lavora come scout letteraria. I suoi libri, Belinda e il mostro. Vita segreta di Cristina Campo (Adelphi 2002), Americane avventurose (Adelphi 2007), e per Rizzoli Oriana. Una donna (2013) e Scandalose (2017) sono tradotti nelle principali lingue del mondo.

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