G. Boniolo, Il virus dell’idiozia. 7 scrittini su Covid 19, scienza, intellettuali e cittadini, Mimesis, Milano 2021

La pandemia da Covid-19 ha permesso a chiunque di comunicare la propria idea circa il contingente vissuto. Soluzioni, colpe, complottismi, negazionismi sono, oramai, all’ordine del giorno ed arrivano da qualsiasi parte. Perchè, a suo avviso, ciascuno si sente titolato a dire la sua?

Non ho proprio niente da dire, ma voglio dirlo lo stesso”, diceva il protagonista, Guido Anselmi, del film “8½” di F. Fellini. Moltissimi si sentono in diritto di dire quello che viene loro in mente, senza alcun ritegno e senza alcuna consapevolezza di chi sono e di che cosa non sanno. Non saprei trovare le cause. Forse disturbi dell’ego? Forse problemi psichiatrici? Non so. So che per molti vale quello che si chiama “effetto Dunning-Kruger”, secondo il quale persone che non sanno nulla di un certo argomento tendono a sopravvalutare le proprie abilità pensandosi in diritto di parlare lo stesso anche con estrema supponenza.

Il virus tiranneggia spavaldamente da un anno il pianeta: despota oppressore di vita a viso aperto, dittatore soverchiatore dei viaggi, autocrate prepotente degli abbracci, sovrano assoluto della libertà. Clausura, stasi, inattività hanno condotto a lettura, preghiera, raccoglimento? Quanto ha inciso sui comportamenti?

Innegabilmente ha modificato la vita di tutti noi. E alcuni hanno mostrato il lato migliore e altri hanno mostrato il lato peggiore. Capita sempre in situazioni di crisi.

Qualcuno ha dato al Covid-19 una lettura sanitaria, qualcuno politico-economica, qualcuno giornalistica. Si potrebbe descrivere la Pandemia come una “creatura mitica”, una costruzione sociale in cui concorrono “diversi saperi e svariate ignoranze”.

Covid-19 è una patologia che ha comportato una pandemia. E come tutte le pandemia ha generato una complessa serie di problemi economici, sanitari, sociali ed esistenziali. I mass media, poi, han fatto il loro lavoro che non sempre è un lavoro a favore di informazione corretta al pubblico.

Dichiarazioni quotidiane ossessive, psicotiche, paranoiche, semplicistiche perché limitantisi a snocciolare dati statistici privi di spiegazioni logiche ma nessuna analisi. Qual è la ragione per la quale, a tutt’oggi, manca una disamina storica, sociale, critica e genealogica della cosiddetta “pandemia da coronavirus”?

Non è vero che manca. In realtà c’è, basta sapere dove andare a trovarle e non la si trova di certo nei social.

Qual è il fine precipuo del suo memorandum?

La stanchezza di ascoltare cialtroni che parlano senza sapere a danno di tutti. Insomma una denuncia

Giovanni Boniolo (laurea in Fisica e in Filosofia) ha la cattedra di Filosofia della scienza e Medical Humanities (Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione, Università di Ferrara). E’ Ambasciatore Onorario della Technische Universität München. E’ Presidente dell’Accademia dei Concordi (Rovigo). E’ Alumnus dell’Institute for Advanced Study (Technische Universität München). E’ Editor-in-chief di History and Philosophy of the Life Sciences. E’ membro e consulente di riviste, case editrici e istituti culturali internazionali. Il suo lavoro è testimoniato da circa 20 fra monografie e curatele (pubblicate anche per Cambridge University Press, Palgrave, McMillan, Springer) e da circa 230 saggi pubblicati su riviste internazionali con arbitraggio. Fra gli ultimi libri in italiano: G. Boniolo, P. Maugeri (a cura di), Etica ai confine della biomedicina. Per una cittadinanza consapevole, Mondadori Università; G. Boniolo, Il pulpito e la piazza. Democrazia, deliberazione e scienze della vita, Raffaello Cortina; G. Boniolo, Conoscere per vivere, Meltemi.

Sito web: http://docente.unife.it/giovanni.boniolo

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