Sulle sponde opposte del fiume

Il suo è un romanzo avvincente e toccante che intrecciando inventiva, storia politica e sentimentalismo, attizza il focus sul vigore delle storie, della fantasia e dell’amore, colmo di charme verso le relazioni umane. In qual misura esso s’inserisce e diverge, al contempo, dal codice del genere “romanzo”?

Credo che la mia storia si innesti in un processo dinamico ed affascinante, quale quello degli anni 70/80, ricco di stimoli intellettuali e sociali variegati. Cerca di tratteggiare zone d’ombra inesplorate e credo rifugga dal “lieto fine” in senso classico. Pur essendo, in qualche modo, un romanzo storico, credo che esso esca anche dal contesto temporale nel quale viene scritto, per lanciare un ponte generazionale sulla presente epoca attuale, la quale rischia spesso di divenire succube della massificazione.

La sua narrazione procede su diacronici piani temporali cosicché si possa rivivere differenti periodi della storia italiana. Quale interesse ha perseguito nel rispolverare eventi sociali, politici ed economici?

Ho sempre provato grande curiosità per questo periodo storico. Lo considero un momento della storia della nostra nazione fecondo e vivo nel quale, forse per la prima volta, la generazione degli adolescenti non si limità più a costituire solo una sala d’aspetto, ma diviene un soggetto autonomo, che può e deve modificare, in meius, la realtà circostante. Ho approfondito tale periodo attraverso studi filosofici, politici, economici e sociologici; un percorso che parte da lontano ma che è ben lontano da ritenersi concluso.

Il suo sembra un monito ad essere attenti alle sensibilità altrui, a farci forieri d’empatia. Trova che la contemporaneità vada scossa in tal senso?

La società attuale sembra ripiegata in un individualismo preoccupante a dispetto del fatto che tutti ci sentiamo “social” e ostentiamo di condividere chissà quali contenuti con un click. In realtà la vera sfida è spendersi in prima persona per l’altro e sicuramente l’empatia è la via indispensabile per raggiungere quest’obbiettivo. Anche un buon libro può fare la differenza in tal senso, anche se muovere le coscienze può e dev’essere appannaggio di tutti, dall’uomo comune all’intellettuale.

Amore, abbandono, dolore, gelosia: una girandola di sentimenti; i temi che tange paiono essere attinti dal patrimonio tragico greco. Quanto è stato influenzato dalle letterature che l’hanno preceduta? Ha dei mentori o non ravvede punti di riferimento?

Essendo nato in piena Magna Grecia ed avendone respirato la cultura tra le testimonianze storico-artistiche e i luoghi in cui tutt’ora vivo nel quotidiano, credo sia inevitabile avere la “grecità” dentro di me. Sicuramente anche gli studi classici hanno contribuito a formare e rafforzare una coscienza basata sul sistema di valori di cui il mondo classico è portatore, quindi ritengo di essere stato ispirato, seppur inconsapevolmente, dall’ambiente in cui vivo e mi sono formato.
Sono invece conscio del fatto che le vicende del libro siano il risultato di un unico mentore: la vita. Amori, separazioni e dolori fanno parte di essa e influenzano il nostro modo di essere e, nel mio caso, di narrare.

Incertezza, precarietà, fragilità, inquietudine, indefinibilità paiono costituire il filo rosso della vita. Qual è la chiave per placare la febbrile ricerca del senso dell’esistenza?

Purtroppo non posso dirmi detentore di una chiave che apra le porte su temi cosi misteriosi, però -e mi scuso per il gioco di parole- la febbrile ricerca dell’esistenza si placa solo attraverso l’ incessante ricerca della medesima, mediante la capacità di pensiero, la libertà di esprimerlo e la determinazione di vederne i risultati nel concreto.

Francesco Russo, ha pubblicato i romanzi: Tutto scorre, nel 2008, Prima dell’ultimo tuono, nel 2011, Sulle orme di quattro percorsi nel 2013 e 15 piccole spade, nel 2018. “Sulle sponde opposte del fiume” è il suo quinto romanzo.

Con 15 piccole spade ha partecipato al festival letterario “Incontri silani” tenuto a Camigliatello Silano (CS) ad agosto 2018.

15 piccole spade ha avuto recensioni da “Eroicafenice.com”, www.locridecultura.it” e www.recensionelibri.org

Nel 2008 si è classificato tra i vincitori del premio nazionale di poesie inedita “Il Federiciano” con la poesia “Notte di cartone”.

Il suo racconto: “Non toccate i sogni di Luna” è stato inserito nella raccolta “I Vizi capitali” –Giulio Perrone editore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...