Quando volevamo fermare il mondo

“Oltre c’era il mare. Calmo e indifferente. Severo, così mi sembrò, mi ricordava che Genova non meritava quello che avevamo fatto.”
A Genova, nel luglio del 2001 i movimenti no-global e le associazioni pacifiste diedero vita a manifestazioni di dissenso, seguite da gravi tumulti di piazza, con scontri tra forze dell’ordine e manifestanti. Venne ucciso il manifestante Carlo Giuliani.
Su quali temi politici, economici, sociali s’innesta la sua riflessione?

La città di Genova, in quei giorni, divenne un vero e proprio campo di battaglia. I danni furono tanti e anche molte persone rimasero segnate per sempre a livello fisico e psicologico. Genova fu il punto massimo di arrivo di quel movimento culturale e ideologico che era partito da Seattle nel 1999 e si era costituito ed organizzato a Porto Alegre intorno al messaggio “un altro mondo è possibile”. Purtroppo. Quelle tensioni ideali e pacifiche finirono con il confondersi con la furia distruttrice dei black bloc e degli anarchici e furono travolte dalla reazione scomposta delle Forze dell’ordine che non seppero distinguere tra le varie anime che componevano la contestazione.
Il percorso dei protagonisti, Massimo e Pietro, si dipana anche a ritroso nel tempo; si serve di ricordi ingialliti e via via emergenti. La sua personale indagine adopera flashback che compongono un puzzle di notevole suspense. Quale valore attribuisce all’elemento della “memoria” nella sua produzione? Si possono davvero chiudere i conti con il passato?
La memoria è l’essenza stessa della civiltà. La cultura di un popolo si costruisce attraverso un processo di stratificazione della memoria. Ognuno di noi è la somma delle pregresse esperienze di chi ci ha preceduto, elaborate attraverso l’uso e la conservazione della memoria.
Il suo romanzo narra di due uomini, agli antipodi per scelte compiute, tuttavia legati da un laccio sentimentale inscindibile, quello dell’amicizia.
Perché i legami amicali sono sempre così passionali, in grado, al contempo, di allontanare ed attirare, congiungere e dividere, annientare e generare?

L’amicizia, quella vera, è un sentimento ancestrale che risiede nella sfera emotiva e passionale dell’uomo. Come tale è capace di generare affetti profondi ma anche odio rabbia e rancore, soprattutto di fronte al tradimento delle aspettative.
Il G8 di Genova è una parte di storia della Repubblica italiana. Un fatto nero che ha lasciato una traccia incancellabile. Due giorni di violenze. Una città messa a ferro e fuoco. Anni di processi, condanne, proscioglimenti, prescrizioni.
Quali strade ha percorso per acquisire informazioni utili al dipanarsi della sua narrazione?
Il mio è stato un lavoro di ricerca sulle fonti ufficiali (atti della commissione parlamentare d’inchiesta, sentenze dei vari processi che si sono celebrati) e su testimonianze di chi, come me, ha vissuto in prima persona quei giorni.
Quali competenze logiche ritiene che i cittadini debbano possedere per prendere parte efficacemente al discorso pubblico, praticando un consenso ed un dissenso civile?
Informarsi in modo serio e approfondito. È questa l’unica strada possibile per partecipare alla vita civile senza diventare strumento in mano ai vari politici imbonitori di professione. Le semplificazioni, gli slogan, le notizie manipolate che circolano sui social sono solo trappole per sciocchi che allontanano dalla vera conoscenza e ci rendono incapaci di essere artefici del nostro destino.

Antonio Fusco è laureato in Giurisprudenza e Scienze delle pubbliche amministrazioni, è Funzionario nella Polizia di Stato e Criminologo forense. Ha lavorato a Roma e a Napoli. Dal 2000 vive e lavora in Toscana, dove si occupa di indagini di polizia giudiziaria. Scrive romanzi noir dal 2014.
Premi conseguiti: con “Ogni giorno ha il suo male”
Premio Scrittore Toscano 2014 (menzione noir)
Premio Garfagnana in Giallo 2014
Premio internazionale Apoxiomeno 2015 per la letteratura

con “La pietà dell’acqua”

Premio nazionale di letteratura gialla, noir, spy-story “Mariano Romiti” V^ edizione – 2016
Best 2015 – Libri gialli nella classifica annuale Itunes Apple
Premio Furio Innocenti – giallista toscano – Serravalle Noir
Trofeo “Rinaldo Scheda, Spirito della riforma, Festival I sapori del giallo 2015 Langhirano
Premio San Domenichino – Città di Massa sezione Narrativa edita – 58° edizione 2017

con “Il metodo della fenice”

2016, Best 2016 nella classifica di iTunes

con “Le vite parallele”

finalista secondo classificato al Premio SalerNoir edizione 2018
finalista con Menzione Speciale al Premio Prunola edizione 2018

con “Alla fine del viaggio”

Libro guerriero 2019″

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