Il fuoco di Vesta

Semele, serva di una giovanissima Vergine Vestale e, poi, Giulia, Drusilla, Semele, Rebecca nonché un vecchio filosofo greco accompagnano la protagonista della sua narrazione in un viaggio di scoperta affascinante ed in un percorso acquisitivo ammaliante.
Perchè li ha scelti come guide d’eccellenza?

Sono una studiosa di storia delle donne ormai da tanti anni e mi hanno sempre affascinato le Vergini Vestali, custodi del fuoco sacro di Roma e il loro ruolo di tutela anche dei patrimoni. Non potevo pensare a una storia ambientata nell’antica Roma senza loro. Il filosofo greco, ovviamente è custode di un’altra cultura, quella ellenica, che si connaturò e integrò con quella romana, creando le basi della nostra civiltà.
Il colle Palatino in superficie e l’età adrianea sul fondo d’un pozzo apparentemente senza fondo.
Ravvede un fil rouge, un sincretismo, che travalica i millenni?

Historia magistra vitae diceva Cicerone nel De Oratore e non posso pensare a un’affermazione migliore per descrivere il sincretismo che travalica i millenni. Il legame con il nostro passato ci rappresenta e ci deve guidare.
La curiosità è, probabilmente, la chiave interpretativa delle sue pagine.
Quale ruolo gioca il piacere della scoperta in un itinerario che coinvolge una vivacissima ragazzina?
Importantissimo, la curiosità e l’umiltà sono le basi della conoscenza, che è scoperta, studio e passione.
L’incipit dell’inno dei giovani fascisti era: Fuoco di Vesta che fuor del Tempio irrompe,/con ali e fiamme la Giovinezza va. Nel rituale olimpico si fa uso del fuoco che viene comunemente detto “sacro”. Il “sacro fuoco” possiede un uso liturgico nelle cerimonie della veglia pasquale.

Ebbene, in relazione al Culto delle Vestali, quale ruolo assurge il Fuoco?
Nel caso delle Vestali era il focolare domestico: come se Roma fosse una grande casa e il fuoco custodito dalle sacerdotesse di Vesta il braciere domestico, quello attorno al quale la famiglia si riunisce e si unisce. Ma è anche il fuoco della conquista, del potere e della gloria di Roma che non doveva mai smettere di ardere, pena la morte della Vestale e la sciagura sulla città.
Sfogliando Il fuoco di Vesta ci si imbatte in un romanzo di formazione ed, al contempo, in un thriller, riferendosi al mistero delle bambine scomparse.
E’ una contaminatio generis casuale o ha desiderato imprimere un nuovo corso alla narrativa per ragazzi (e non solo)?

È voluta, mi sono divertita a inserire alcuni elementi di una detective story in un romanzo per ragazzi. Mi piace sperimentare con le trame, con le parole e con i miei lettori, che sono per me la fonte della mia gioia primaria quando scrivo. Perché è grazie a loro che tutto questo è possibile.

Cinzia Giorgio è laureata in Lettere Moderne (Università degli studi di Napoli Federico II) e in Lingue (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente di Roma), si è specializzata in Women’s Studies e Storia, compiendo studi anche all’estero. Nel 2002 ha vinto una borsa di studio con la Fondazione Bellonci per il progetto di ricerca: “Narrare la storia: dal documento al racconto”. Vive a Roma, è dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate presso l’Università degli studi di RomaTre. Pubblica regolarmente articoli di storia e arte su riviste specializzate. Scrive da anni saggi, romanzi, pièce teatrali e recensioni.
Dal 19 agosto 2020 è Amministratore Unico della The Pink Factory Srls, e dirige la casa editrice nata in seno alla società, già editrice della rivista Pink Magazine Italia (www.pinkmagazineitalia.it), nata nel 2015, che si occupa di attualità e cultura. Insegna storia delle donne presso l’Università Sperimentale Decentrata di Roma e si occupa da sempre dei diritti delle donne.
I suoi libri trattano tematiche femminili e di genere e sono pubblicati da prestigiose case editrici come la Newton Compton (www.newtoncompton.com) e la Rizzoli (www.rcs.it).
I best-seller La Collezionista di libri proibiti e I migliori anni hanno scalato tutte le classifiche di vendita piazzandosi ai primi posti della narrativa contemporanea nazionale e rimanendo tra i primi venti per svariate settimane di seguito.

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