Principesse, scienziate, oppure… viaggio fra le aspirazioni delle giovanissime d’oggi

Una carrellata di illustrazioni in cui bambine immaginarie dichiarano cosa davvero desiderano sulla base delle loro inclinazioni: qual è lo scopo del suo progetto?
Anni fa lessi un articolo di Gramellini in cui parlava del giovanissimo Barak Obama che insieme a un suo amichetto sognava cosa fare da grande. Obama espresse il desiderio di diventare una persona importante nel panorama mondiale, un politico o perché no, il Presidente degli Stati Uniti d’America, l’altro avrebbe voluto diventare un bravo orologiaio. Quando i due si rividero, dopo tanti anni, avendo entrambi realizzato i propri sogni, l’amico disse ad Obama: “Hai visto? Ce l’abbiamo fatta!”. Ecco da questa considerazione è nata l’idea per il mio libricino. È giusto che tutti noi abbiamo le stesse possibilità per realizzare i nostri sogni, di qualsiasi natura essi siano, indipendentemente dal prestigio che essi possano avere agli occhi del mondo. Ancor di più questa considerazione ha senso rapportata alle donne, che possono e devono (volendolo) diventare le più grandi astrofisiche della storia, ma se volessero essere qualcosa di più, diciamo, modesto, non dovrebbero (per me) vedersi sminuite o derise. Tutti dobbiamo essere liberi di esser quello che vogliamo, senza condizionamenti sociali.
Stante la sua peculiare indagine, quanto influiscono gli stereotipi di genere nella scelta d’un mestiere per le giovanissime?
Credo che oggi i social media e, in generale, i moderni mezzi di comunicazione giochino un ruolo importante nell’immaginario collettivo e soprattutto nelle giovani menti dei nostri ragazzi, tuttavia credo che passata la fase di, diciamo, “emulazione passiva”, esista ampio margine per poter sperare che gli stereotipi di genere siano un ricordo lontano e remoto e che sempre più mestieri che prima erano esclusivamente appannaggio di uomini, vedano impegnate donne e ragazze.
Rachel Carson, la donna che sconfisse le multinazionali del DDT, il premio Nobel Wangari Maathai, l’instancabile Jane Fonda, Alexandria Ocasio-Cortez e Greta Thunberg unite in un’alleanza intergenerazionale. Le donne sono riuscite ad abbattere con fiera determinazione le gabbie concettuali in cui abbiamo abitato per lungo tempo.
Ebbene in cosa si diversifica il punto di vista muliebre?

Se rispondessi che le donne possiedono questa o quella caratteristica per natura, e dunque esclusivamente perché facenti parte del genere femminile, cadrei nella trappola di categorizzarle. Io non credo che esista un punto di vista muliebre, ma è anche vero che per secoli le donne sono state incasellate nel ruolo esclusivo di mogli e madri, si è loro impedito di studiare, di acculturarsi, di prendere il meritato spazio nella società. Le donne da Lei citate sono donne che hanno sentito probabilmente il peso di queste discriminazioni subite per anni, e hanno difeso le proprie ragioni o portato avanti le loro convinzioni con coraggio e ancor maggiore forza proprio in virtù di secoli di oppressioni. Finalmente qualcosa, almeno nel modo di empatizzare, pare stia cambiando, i tempi sono maturi per un vera rivoluzione che veda le donne protagoniste a pieno diritto della nostra Storia.
Si può essere l’eroina della propria storia o il miglior sidekick del mondo per un’eroina di proprio gusto. Si può essere colei che fa cambiare l’organigramma di una redazione o colei che diffonde la notizia che l’organigramma è cambiato. Si può essere colei che fa le leggi che conducono ad una società più equa e libera dalla paura del diverso o chi le vota. Si può essere una voce tonante o unire la propria voce ad altre voci per alzare il volume.
E’ così che si fa la rivoluzione femminista?

Non lo so, purtroppo leggo ancora molta confusione su questo argomento, leggo di donne che attaccano altre donne perché non si conformano alle convenzioni sociali, vedo donne ferite e umiliate da amori tossici, sento donne in politica che sbandierano valori cristiani e poi non provano la minima pietas per popoli che fuggono da guerre e povertà. Non lo so come si fa la rivoluzione femminista, ma ogni volta che una donna cade sotto questi gioghi, sento che l’obiettivo per una vera rivoluzione si allontana sempre di più.
Quali sono le professioni più gettonate?
Prima di scegliere le illustrazioni ho fatto un giro di telefonate con le mie amiche che hanno bimbe fra i quattro e i dodici anni. Posso dire che i mestieri come: blogger, youtuber, influencer sono molto amati, ma resistono gli evergreen come: veterinaria, musicista, fotografa, pasticcera, scrittrice…
Io stessa da ragazzina ne ho desiderati fare tanti e credo anche le mie giovani lettrici ne sognino più d’uno, ma del resto tempo per pensarci ce n’è.

Anna Pasquini, vive e lavora a Roma come impiegata in un’industria spaziale. Ha svolto molti mestieri in diversi campi e vissuto in Usa e in Giappone. Ha prestato assistenza volontaria a fianco della Croce Rossa e della Protezione Civile subito dopo il terremoto dell’Aquila del 2009. È volontaria Telethon nelle campagne di raccolta fondi. Collabora con il blog Alessandria Today nella stesura di interviste ad autori emergenti dopo aver letto i loro libri e averli recensiti sulla sua pagina FB La piccola biblioteca degli autori emergenti. Adora passare le sue giornate insieme al suo compagno, guardare film, leggere libri e avere accanto i suoi amati gatti. Ha collezionato molti riconoscimenti letterari per racconti singoli e per raccolte. Pubblicazioni: Quando andavo in bicicletta (2018, Akkuaria Ed.), Fotografie scomposte, (2018, Antipodes Ed.), Misticanza (2019, PAV Ed.), Chissà se al Liga fischiarono le orecchie (2019, Argento Vivo Ed.), 57 risposte efficaci alla più inopportuna delle domande da fare a una donna: <>. Manuale di autodifesa verbale per non-mamme (2020 Antipodes Ed.), SeMiCerchi – racconti slegati (2020 Jacopo Lupi Ed.), Gli arancini di Omar (2021 Antipodes Ed.), In casa senza affanni – 39 consigli pratici per vivere serenamente il proprio tempo in casa, (2021 Youcanprint), Principesse, scienziate, oppure… (2021 PAV Ed.).

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