P.P.PASOLINI: L’ossimoro vivente

Pasolini è noto, per lo più, per aspetti massmediatici e politici piuttosto che per i riverberi sentimentali, lirici e pirateschi di un individuo che ha speso la sua vita nel combattere una rivoluzione sia estetica che linguistica. Per quale ragione, ancora oggi, risulta prevalente l’interesse per le polemiche civili, giornalistiche, letterarie ed, infine, per l’assassinio?
Anni di televisione (come Pasolini aveva previsto), di gossip culturale e cattivo giornalismo culturale hanno annientato il ruolo dell’intellettuale, dei filosofi e dei poeti in questa società dell’immagine e del marketing culturale a scapito dei valori, della cultura e della poesia. Si è più attenti ai like e ai titoloni dei media che ai contenuti purtroppo. Tutti citano Pasolini ma pochi lo leggono e lo conoscono davvero. Nel mio libro ho cercato semplicemente di leggere le sue opere e interpretare i suoi film, oltre lo scandalo e il chiacchiericcio omofobo-fascista. Ho cercato di rivelare Pasolini come poeta, forse il più grande poeta Italiano dopo Leopardi.
Lei scrive “Pasolini è stato a mio avviso un ossimoro vivente…scriveva poesie ma faceva anche film, adorava viaggiare ma anche starsene per giorni in un mutismo creativo, era marxista ma inseguiva la religione.”. Qual è stata la sua più grande lezione?
Più che di grande lezione parlerei di lezioni…La sua è stata la lezione di un grande poeta eretico, coraggioso e libero da condizionamenti, un grande sperimentatore di linguaggi che era cosciente della sua disperata vitalità. Un uomo malinconico e solo fino alla fine, un grande corsaro della verità.
Pasolini ed i suoi tre corpi: fisico, mentale e poetico…” e trasversali in contaminazione con altri due corpi, quello sociale e quello poetico cosmico”
Per quali motivazioni scrive di “corpi” ed in quale rapporto sono tra loro?

Perché Pasolini ha avuto il coraggio di mettere la sua faccia e il suo corpo nella lotta, e alla fine hanno fatto scempio del suo corpo, non potendo assassinare la sua anima, la sua cultura e la sua poesia.
Lei, Donato, ha impiegato tre anni per stendere questo testo. Quanti di studio ed in quali direzioni?
Studio Pasolini da oltre 40 anni, da quando giovane cominciai a interessarmi di poesia seriamente. Seguivo le riviste dell’epoca (Salvo Imprevisti, Valore d’Uso, Lengua, e altre) e in particolare Officina e poi Rendiconti, decisi di conoscere di persona Pasolini, Roversi e Fortini. Pasolini lo assassinarono e non feci in tempo, Roversi l’ho conosciuto a Bologna nella sua mitica Libreria Palmaverde, e amato fino alla fine, e divenne il mio maestro di vita e di poesia. Con Fortini che conobbi a Milano, non scattò quel feeling umano che mi aspettavo. Lui era un professore impegnato nei suoi studi e io un giovane alla ricerca di un mio stile, linguaggio e rapporto con il mondo.
Pasolini sul Corriere della Sera scriveva ”…perché come sanno bene gli avvocati, bisogna screditare senza pietà tutta la persona del testimone per screditare la sua testimonianza…”.
Cosa non gli veniva perdonato?

Semplicemente di dire la verità sulle lotte civili e sociali, sugli scandali e le stragi , sull’assassinio di Mattei, e di non essere rimasto un intellettuale staccato dalla realtà, ma cominciò a scrivere “Petrolio” e sul Corriere delle Sera e nelle Interviste che lui sapeva i nomi, etc…insomma di far crescere una coscienza e memoria civile collettiva, che dava fastidio al poteri dominanti. A tale proposito voglio ricordare la poesia che gli ho dedicato:

Lampi di verità
a P.P. Pasolini e E. Mattei

         Lampo I°

E come voi restammo attoniti
Di fronte alla volgarità del potere
Doppio e Omertoso, vile e oscuro
E ossessionato dal petrolio.
Ma traboccava in voi
La ricerca della verità
Anch’essa doppia, della Storia e del Corpo
Che vi rese eterni “gemelli di libertà”.
Lampi di verità
In un’Italia piccola e impura,
Un’ Italia che stava già smarrendo
I bozzoli dell’utopia e della ragione.
Quell’ Italia sporca, vile e distratta
Quell’Italia economica e letteraria
Che fece di voi due fenici al rogo
Due vittime colpevoli di sé stesse

              Lampo II°

E invece voi eravate la preda
Sacrificale al festino dei sicari
E vittime delle iene del potere.
Una rondine esplosa in volo
Che volava in alto, troppo in alto
E un mare d’inchiostro
Rosso, di un’ ignobile mattanza di terra.
Due lampi di verità
Vostra sola grazia che volevate donare
A un popolo miserabile e solo.
Ma ora, finalmente avanza
Un popolo di uomini, soli e puri
Un popolo di poeti “donchisciotteschi e duri”.
Che cerca briciole di futuro e di memoria
Affinché la Storia ridiventi vita
E la vita finalmente poesia.

         Lampo III°

Noi cercheremo
Quella verità che sgorga dal vero
E quella poesia che fa sognare
Un nuovo mondo e un nuovo futuro.
Noi combatteremo
L’orgia dei poteri
L’orgia delle multinazionali
L’orgia delle mistificazioni
L’orgia dei silenzi
E le mattanze di uomini, cose e idee.
Noi saremo
Lampi di verità
Per vivere oltre le sirene catodiche
Oltre il bivacco amniotico degli stadi
Oltre il mercato delle stragi
Oltre i conflitti d’interessi
Oltre gli integralismi religiosi
Oltre i monopoli camuffati.
Noi saremo nuvole corsare
Per attraversare l’Utopia del corpo
L’Eresia delle parole
Lampi di verità.

Donato Di Poce – Milano, 1 Giugno 2006

Donato Di Poce, ama definirsi un ex poeta che gioca a scacchi per spaventare i critici. Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo. Artista poliedrico, innovativo ed ironico, dotato di grande umanità, e CreAttività. Ha al suo attivo 23 libri pubblicati (tradotti anche in inglese, arabo, rumeno e spagnolo), 20 ebook pubblicati su Amazon e 40 libri d’arte Pulcinoelefante. Dal 1998 è teorico, promotore e collezionista di Taccuini d’Artista. Ha realizzato L’Archivio Internazionale di TACCUINI D’ARTISTA e Poetry Box di Donato Di Poce, progetto espositivo itinerante. (Vedi sito internet: http://www.taccuinidartista.it). Tra le numerose pubblicazioni di Poesie ricordiamo: ATELIER D’ARTISTA, I Quaderni del Bardo Edizioni, Lecce, 2020. ONDE GRAVITAZIONALI, Arcipelago Itaca Edizioni, Osimo (AN) 2020. ARTAUD: Il Poeta e il suo doppio, I Quaderni del Bardo Edizioni, di Stefano Donno, Sannicola (LC), 2019. LA POESIA DILATA I CONFINI Omaggio a Tomaso Kemeny, I Quaderni del Bardo Edizioni, di Stefano Donno, Sannicola(LC), 2018. LAMPI DI VERITA’, I Quaderni del Bardo Edizioni, di Stefano Donno, Sannicola (LC), 2017.
UT PICTURA POESIS, Dot.com Press, Milano, 2017. VITA, Poemetto, Il Sottobosco, Bologna, 2017. LABIRINTO D’AMORE, Lietocollelibri, Como, 2013. LA ZATTERA DELLE PAROLE” Campanotto Editore, Udine, 2005 e nel 2006 è stato ristampato e tradotto con testo inglese a fronte, con traduzioni di Daniela Caldaroni e Donaldo Speranza, sempre per la Campanotto Editore, Udine. L’ORIGINE DU MONDE, Lietocollelibri, 2004. Poemetto Erotico.
VINCOLO TESTUALE, Lietocollelibri, Como, 1998 “opera prima” in versi che era in realtà un’accuratissima scelta antologica, con testi critici di Roberto Roversi, e Gianni D’Elia.
http://www.donatodipoce.net

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