Tracimazioni. Poemetti eretici e sociali 2000-2020(Quaderni di poesia)

Tracimerei visioni d’altri mondi
Accumulerei silenzi mai scritti
Se solo avessi una lacrima in cui specchiarmi
Un rigo di bellezza da salvare.

Donato Di Poce

“Tracimazioni” è una scelta Antologica di alcuni suoi Poemetti, lei che pur ha sperimentato nei decenni la canzone libera Leopardiana, il verso libero, l’elegia, la poesia d’arte e negli ultimi anni, i “poesismi”. Da chi è stato influenzato? Si possono scorgere mentori?
Sicuramente dal mio “Maestro” Roberto Roversi e dal Pasolini di “Le ceneri di Gramsci”, perché il poemetto permette di affrontare tematiche civili e storie brevi in versi, donando musicalità e tono elegiaco a tematiche etiche e civili. Poi non bisogna dimenticare la lezione dei poeti maledetti (Rimbaud, Una stagione all’inferno poema in prosa; Verlaine con i Poemi Saturnini; Mallarmé con Il pomeriggio di un fauno. Nell’era moderna assistiamo al diffondersi di altre 5 caratteristiche principali del poemetto:
• Il poema diventa sempre più breve
• I temi si allargano a destinatari universali
• Si affrontano temi come il lavoro, l’emigrazione, la sessualità, l’infanzia, la natura, amore, morte, insomma tematiche sempre più conviviali, esistenziali, filosofiche, civili e persino onirico-surreali.
• L’oralità cede sempre più il passo alla contaminazione di testualità, recitazione, immagini verbovisuali(Le Corbusier) ed ai cultori della Poesia Totale e performativa(Totino, Pignotti, Fontana, Frangione, Carlacchiani etc…)
• Frammentazione testuale in canti, stanze, prose, quartine storico/orfico/esistenziali (Cvetaeva, Campana, Pessoa, Breton, Bertolucci, Pasolini, Roversi )
Tra i libri i libri, poeti e movimenti dell’era moderna che più mi hanno lasciato grandi emozioni, insegnamenti e suggestioni devo ricordare Baudelaire con I poemetti in prosa, Valery con Il cimitero marino) Artaud (Van Gogh Il suicidato della società); Breton (I vasi comunicanti); Pessoa(I Poemi di Alberto Caeiro); Rilke(Il libro d’ore), i poeti Italiani di Officina ( Pasolini, Roversi, Leonetti, Fortini, Majorino), Volponi (I Poemetti). Una segnalazione a parte meritano Le Corbusier (Le poème de l’angle droit, è un poema in formato extralarge, 32 per 42 centimetri, in cui versi (scritti a mano in corsivo) e immagini (disegni inseriti tra le righe del testo e 19 litografie a colori) si mescolano in una sintesi di forme e di parole che è ricapitolazione del suo pensiero intorno alla creazione artistica e architettonica ma non solo. L’angolo retto è anche definizione di senso dell’umano, linea verticale sull’orizzontalità della terra.); ma soprattutto da L’Urlo di Allen Ginsberg, il libro ciclostilato e rilegato a mano, donatomi da Roberto Roversi “Descrizioni in atto 1963-1970, e il poema epiconirico del mio amico e maestro Tomaso Kemeny (La Transilvania liberata).

Poemetti eretici e sociali 2000-2020, eppure la sequenza dei poemetti del suo libro non è in ordine cronologico. Per quale ragione?
Semplicemente mi sono abbandonato alla danza interiore del ritrovamento e della memoria e poi perché hanno tutti il filo conduttore dello stile e delle tematiche eretiche e sociali. Volevo vedere la forza straripante e tracimante di vederli raccolti insieme (oltre l’occasionalità) in una sorta di preghiera laica che pianta croci di senso sul tempo che passa inesorabile.
Clandestini e Le lavagne di Santiago, Ipazia e Giordano Bruno, Le grate del cielo e Vita, Antonin Artaud e Carmelo Bene. Qual è il filo rosso che lega le tematiche sociali e civili di cui scrive?
Sicuramente la necessità di dare voce agli ultimi (clandestini o desaparecidos) e valore linguistico e poetico ai grandi autori eretici, come Bruno, Artaud , Bene e Pasolini, ma anche il desiderio a volte riuscito spero, di aver dato voce alle mie istanze esistenziali, estetiche e filosofiche.

Il poemetto è una derivazione moderna del Poema di origine greca. Ebbene, valicando i secoli, qual è la sua personale interpretazione di questa forma stilistica?
Credo una volontà di dare un corpo a una frammentazione linguistica ed esistenziale in atto, analizzando nel dettaglio alcune tematiche sociali e civile di particolare significato, solitamente banalizzati dai media e da molti autori contemporanei che seguono troppo le mode sia tematiche che stilistiche. Nel tempo ho imparato a gestire in parallelo e contemporaneamente varie forme espressive e stili diversi, alternando saggi critici, verso libero, canzoni etc…approdando negli ultimi anni ad un genere che è sto definito dalla critica ”poesismi”, avendo messo insieme l’ironia tipica dell’aforisma e la riflessione etica e metapoetica della poesia, in una forma breve, una sorta di flash poetico che fa da contraltare significante e stilistico al dilagare schizofrenico dei tweet e dei linguaggi asemici, criptici e farciti di acronimi dei giovani d’oggi.
“Tracimazioni”: può spiegare il titolo che ha adottato?
Tracimazioni allude alla parola come acqua sorgiva che tracima dagli argini del silenzio. Alcuni di questi poemetti sono stati scritti dieci o vent’anni fa, ma è straripante la loro forza evocativa e la loro drammatica attualità. Inoltre la parola rivela la volontà di azione insita nell’atto linguistico e poetico. Ci ricorda che la poesia oltre ad essere testimonianza, visione, e incanto è sempre e soprattutto l’unione di ESSERE, PENSIERO e AZIONE. A titolo esemplificativo voglio riportare questo passaggio:

“…
Ci sono coloro che scrivono
Senza avere nemmeno iniziato a pensare
Senza aver vissute tre vite
E senza essere morti dentro.
Scrivere è essere sopravvissuti a sé stessi
Scrivere è restare vivi e rinascere
Ma prima bisogna aver vissuto
La mattanza di un amore
La mattanza della vita e della morte.
Alla fine l’ultima cosa che desideri
È scrivere, dipingere ed essere amato
E goderti gli ultimi spasmi
Del corpo che reclama la vita
…”

Questo libro, “Tracimazioni”, oltre ad essere un esempio di poesia civile, è una scelta Antologica (2000-2020) di alcuni Poemetti dell’autore, che ha visto in maestri come Giordano Bruno, Dino Campana, Pasolini, Artaud, Roversi e Tomaso Kemeny, autori e padri dichiarati di riferimento, studiati e indagati anche in recenti pubblicazioni di critica letteraria (P.P.Pasolini: L’ossimoro vivente, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2021; Un Poeta al rogo: Giordano Bruno, il poeta-philosophus dei poetici furori, Eretica Edizioni, Buccino (SA), 2021.

Donato Di Poce, (Sora,1958) vive a Milano dal 1982. Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo, Studioso del Rinascimento Italiano, Critico Letterario, Artista poliedrico, innovativo ed ironico, dotato di grande umanità, e CreAttività. Ha pubblicato 33 libri (tradotti anche in inglese, arabo, rumeno e spagnolo), 20 ebook e 40 libri d’arte Pulcinoelefante. Dal 1998 è teorico, promotore e collezionista di ©Archivio Internazionale Taccuini d’Artista e Poetry Box.

https://www.lafeltrinelli.it/tracimazioni-poemetti-eretici-sociali-2000-libro-donato-di-poce/e/9788833442884

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