Donne tremende

Ogni libro della serie Donne Tremende presenta una protagonista: un caleidoscopio di universi femminili, dissimili quanto ad età, condizione, ruolo sociale, esperienza esistenziale.
Qual tratto le accomuna?

Molte donne, soprattutto dopo i trenta, sono molto frustrate riguardo ai rapporti con gli uomini perché li trovano indefiniti, irrisolti, inconsistenti.
Fra queste ce ne sono alcune che, dopo aver accumulato un certo numero di esperienze negative, perdono la pazienza e decidono di essere liberamente antipatiche e fregarsene di quello che pensano gli altri; in modo particolare gli uomini che potrebbero rivestire il ruolo del loro interesse amoroso.
Con questa scelta perdono tanto, come la possibilità di infatuarsi spesso, però guadagnano moltissimo in termini di coerenza con se stesse.
Lo hanno fatto anche le Donne Tremende dei miei libri. Hanno deciso di non compiacere più nessuno e di mostrarsi per quello che sono. Concedono al mondo che le circonda, quindi, una visione non edulcorata né filtrata dei propri difetti.
Questo le rende difficili da approcciare per qualsiasi uomo desideri conoscerle. E non è un problema, visto che le mie protagoniste vogliono tenere a distanza proprio gli uomini che molto spesso in passato sono stati all’origine delle loro sofferenze.
Ovviamente però uno solo fra questi – un uomo abbastanza speciale da capire cosa si trova dietro la cortina di vaffanculo che ogni Donna Tremenda oppone al primo tentativo di invasione – potrà, dopo lungo, penoso e persuasivo corteggiamento, avere l’onore di stabilire un contatto profondo e intimo con queste Donne.
Naturalmente, per la Donna Tremenda in questione, l’esibizione della propria verità senza sotterfugi è un miglioramento rispetto alla condizione precedente ma non è il punto di arrivo né la guarigione della sua visione del mondo e delle relazioni.
Anche lei dovrà superare i propri limiti e, solo dopo averlo fatto, potrà scoprire che esiste un modo per recuperare la fiducia nell’altro e il desiderio di esplorare la vita condivisa con qualcuno che a lei piace tanto.
Alla fine lei stessa riceverà un bellissimo premio: il risveglio dei sensi e il trasporto su un piano in cui la sessualità non ha niente a che vedere con quanto esperito in precedenza.
Il sesso diventa infatti un portale che permette a entrambi di accedere a un senso di compenetrazione e di completezza altrimenti inarrivabili.

Quelle descritte sono di certo donne emblematiche: le loro passioni ardimentose, le scelte intrepide, la debolezza e l’impeto del loro essere, ma anche l’inarrendevolezza, il genio e la forza di volontà che le hanno connotate.
Quale messaggio ci offrono?

Il messaggio che io ho ricevuto dalle mie stesse Donne Tremende è questo: nel dubbio fra seguire il tuo istinto o compiacere qualcun altro scegli sempre di dare retta a te stessa.
Dobbiamo riprendere il contatto con la saggezza interiore di cui siamo dotate ma che, per molte di noi, è sconosciuta e distante.
Questo può accadere solo se liberiamo il campo dal superfluo (e, ahimé, l’uomo è davvero superfluo in alcune fasi della nostra vita. Be’, un certo tipo di uomo lo è sempre, diciamolo ) e se ci permettiamo di interpretare le nostre sensazioni mano a mano che accadono i fatti.
Sentiremo quanto fantastico sia stare in contatto con il nostro sé profondo solo facendo quelle azioni dettate da esso che vanno in contrasto totale con ciò che, a cose normali, avremmo fatto.
Solo se vediamo un risultato positivo in queste particolari condizioni prenderemo fiducia e ci abbandoneremo sempre di più a contattare la sorgente della saggezza.
Le Donne Tremende usano questo strumento, prima per scacciare gli uomini e ritrovare se stesse, e poi anche per navigare in modo costruttivo nel mare del rapporto di coppia: mare che può diventare turbolento ma che riserva anche sorprese magnifiche.

Le sue pagine quanto si distaccano dal femminismo nelle sue plurime e molteplici flessioni?

Domanda molto interessante. Devo fare una premessa: per me il femminismo non dovrebbe mai generare l’effetto di rendere ‘uomo’ la donna.
Mi spiego meglio: avere equivalenza di diritti non deve per forza significare che la donna debba comandare, ambire al potere o, addirittura, vivere il potere come farebbe un uomo.
Equivalenza di diritti per me significa che è giusto che la donna possa scegliere di perseguire qualsiasi strada, anche quella del potere se rientra nei suoi sogni autentici.
Però poi mi aspetto da una donna un adempimento del suo compito molto diverso da quello dell’uomo.
Purtroppo non sono sicura che siamo pronti per questo. Non lo è il mondo ma non lo sono nemmeno le donne che vibrano sul desiderio di governare, per esempio.
Fare esperienza e sbagliare sarà, comunque, l’unico modo per aggiustare il tiro e portare le donne a un successo vero i cui effetti siano molto diversi da quelli visti in passato e che siano soprattutto osservabili e riconoscibili da parte della collettività.
L’esempio si potrebbe traslare chiaramente su tutti gli aspetti della vita.
Però le mie Donne Tremende, arroccate come sono su una posizione inospitale nei confronti del maschile, spesso rischiano di risultare poco femminili.
Ma la femminilità è solo sopita, non è mai rinnegata. Quindi poi possono riscoprirla e scegliere di usarla.
E, quando lo faranno, saranno non solo donne ma femmine. E, come tali, meravigliose esponenti di un percorso femminista al quale vorrei tanto aderire.

A quale genere letterario si ascrivono i suoi romanzi e quanto ha attinto allo sterminato patrimonio della commedia cinematografica in una scoppiettante contaminatio fabulae?

Il mio genere è il rosa contemporaneo. In ogni forma di intrattenimento, anche quella cinematografica, se ne trova una produzione vasta e spesso molto ben fatta.
Io fruisco tantissimo di questi tipi di prodotti. Le mie letture, i film e le serie TV sono incentrate quasi sempre su una storia d’amore.
Sicuramente ci sono elementi che, a partire da quello che leggo, vedo e vivo planano nella mia realtà e influenzano il processo che poi mi porta a creare nuove storie.
Però, fra i tanti input, preferisco seguire quello che viene dalla sorgente inafferrabile e generosa di cui parlavo poco fa.
Quando scrivo perdo conoscenza (quasi) e mi riprendo solo alla fine di un percorso che dura, di solito, molte ore.
Questo è il modo in cui preferisco passare il mio tempo mentre faccio da tramite per le storie che vengono a trovarmi: in stato alterato di coscienza, vuota e pulita, priva di pregiudizi e pronta ad accogliere chiunque si presenti e a concedergli la libertà di vivere a modo proprio le sue tribolazioni e i suoi trionfi.

La serie “Donne tremende” gratta il fondo della sfera affettiva; vaglia meticolosamente i sentimenti, emozione, ossessione, attrazione, passione, per poi scaraventarli, di nuovo, sul fondo, senza sterili edulcorazioni. Qual idea ha voluto che emergesse dei rapporti umani?

Non so se alla fine vengono gettati sul fondo o se, piuttosto, sono dati per acquisiti.
Ogni relazione vissuta, ogni fallimento o successo in qualsiasi campo della vita, ci insegna molto di noi e del nostro rapporto con il mondo.
Nei miei libri, ai miei protagonisti, è richiesto di ‘allenare’ il muscolo della percezione di sé e dell’altro, di abbandonarsi alla passione, di recuperare il coraggio di desiderare, di avere tanto rispetto di se stessi da concedersi solo ciò che veramente rappresenta per loro un arricchimento. Alla fine di ogni storia immagino i miei personaggi continuare a vivere usando gli strumenti acquisiti senza più esitazioni né ripensamenti.
In effetti io credo che sia così anche nella vita reale: ogni tanto qualche vecchia paura può fare di nuovo capolino e la terra può tremare ma la conoscenza e la potenza acquisite ci salveranno, se ce n’è la volontà, dall’ennesimo patatrac e ci concederanno una bellissima forma di felicità.
Io trovo che ce lo meritiamo, fra l’altro.

Lisa Ghilarducci è un ex architetto. Oggi scrive romanzi e sceneggiature e, ogni volta che può, recita. Ama passeggiare con il suo bellissimo cane e coccolare la sua tremendissima gatta. Vive in Toscana in un luogo fatto di sole, di mare e dei tanti colori del Carnevale. La serie Donne Tremende è la prima a essere pubblicata con i titoli CON TE NO, DI QUA NO e COSI’ NO. Seguono, poi, due trilogie: quella della Notte e quella della Danza.

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