Il ventre di Scampia. Poesie d’autore

Il periodo storico che attraversiamo è ambiguo, rasenta l’illogicità, incute avvilimento e suscita sconforto.
A suo giudizio, merita dignità letteraria?

Ogni epoca merita la letteratura, perché la letteratura è in ogni epoca.
Le sue liriche paiono proporre un’intensa riflessione sul senso della scrittura come resistenza in questo incerto presente.
Può offrircene una sintesi?

Non credo sia solo resistenza, ma anche volontà di conoscere.
Il suo pare profilarsi come un resoconto d’insieme sulla vita, un’immersione nella contemporaneità talvolta spietata e disillusa. Scampia, di certo, non è un Paradiso terrestre.
Esistono balsami per lenire l’amara ruvidezza della realtà?

Sul piano prettamente sociale, il balsamo è non illudersi di levigare la ruvidezza della realtà con soluzioni solo apparenti, perché si rivelerebbero tutt’altro che definitive.
La sua versificazione appare sensibilmente refrattaria al rispetto ovvio ed ossequioso delle norme grammaticali, compromettendo irrimediabilmente la logica connessione lettura-comprensione. Le sue parole puntano all’incantesimo, al mistero, alla fascinazione, alla malìa? Qual è la chiave d’accesso per discriminare i suoi intenti comunicativi?
Non so a cosa puntano le mie parole, di sicuro il mistero è nella parola: la parola definisce, ma mai fino in fondo. E chissà se ci basterà una vita per intercettare quel determinato suono (quale è la parola poetica nel suo manifestarsi, sebbene non in senso assoluto) a quella data esperienza…
Ardito uso di forme quasi aderenti al prosimetro ed egregia commistione di italiano e napoletano. Cosa non le basta della lingua?
In realtà la lingua mi basta e le infinite espressioni della lingua, quando non frappongo limiti tra me e lei, avanzano sempre. L’errore è credere che una parola possa appartenere ad un solo contesto. Il plurilinguismo, che finora credo di avere adoperato in una forma solo abbozzata, ne è un esempio lampante, e non solo in una funzione parodistica. Il plurilinguismo è la rappresentazione di infiniti mondi.

Emanuele Cerullo
Le sue prime liriche sono apparse, nel 2006, su Fuga di notizie e su fuoricentroscampia e sono confluite nella raccolta Il coraggio di essere libero (2007) stampata dalla sua scuola media, l’Istituto Comprensivo Virgilio 4 di Scampia e ristampata nel 2009. Negli anni successivi, le poesie della raccolta sono state pubblicate su numerose testate (La Repubblica, Il Mattino, La Stampa) riscuotendo un buon successo di pubblico, pur non essendo state pubblicate presso una casa editrice.
Nel 2009 partecipa alla Staffetta di scrittura creativa promossa dalla BI.MED Edizioni, pubblicando il racconto Il professore alunno, presentato al Salone internazionale del libro di Torino.
Nel 2011 scrive e conduce, su RadioSca, On the beat, un programma radiofonico sulla cultura hip hop; nello stesso anno, è tra i protagonisti del film-documentario “(R)esistenza”.
Nel 2012 pubblica il web-album Prima di tutto.
Dal 2015 è autore del blog “Oltre le vele”.
Nel 2016 ha pubblicato la seconda raccolta di poesie Il ventre di Scampia, adottata in diverse scuole napoletane, oggetto di seminari nelle principali Università della regione (Suor Orsola Benincasa nel 2016, Università di Salerno e Università Federico II nel 2018), in Top 5 su “La Repubblica”. Il volume, inoltre, è stato presentato al Giffoni Film Festival 2018 e al Napoli Teatro Festival 2019 nell’àmbito della rassegna di Letteratura curata da Silvio Perrella. La silloge si è aggiudicata il Premio Minturnae 2016 ed è stata letta pubblicamente dall’attrice Isa Danieli.
Laureatosi nel 2018 in lettere moderne alla Federico II con una tesi su Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini e specializzatosi in filologia moderna presso l’ateneo federiciano con una tesi sul rapporto intercorso tra Dante e la città di Bologna (voto: 110 e lode), dal 2018 è membro della Commissione Giudicatrice (diretta dall’accademico della Crusca Luca Serianni) de “loScrittoio”, concorso letterario bandito dall’Università “La Sapienza” di Roma.
Nel 2019 è stato testimonial di Giugno Giovani, evento promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli.
Nel 2019 è stato pubblicato il suo saggio Il sonetto misterioso di Dante, incentrato sul sonetto della Garisenda, che ad oggi risulta essere la più antica attestazione di una lirica dantesca.
Dal 2017 è promotore di laboratori di scrittura creativa nelle scuole secondarie di primo grado e in contesti di estrema marginalità. Emanuele Cerullo ha ricevuto, nel corso degli anni, numerosi premi speciali, tra cui il Premio Guido Giustiniano alla cultura, il Premio “Io sono per l’impegno culturale” e il premio speciale per l’impegno letterario e civile assegnatogli dalla Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia con la seguente motivazione: “con l’augurio che il Suo impegno letterario e civile diventi esempio per tutti i giovani della Campania”.

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