RINASCIMENTO: la danza delle idee

L’Arte, tra Poesia e Filosofia nella Civiltà del Rinascimento Italiano

“Libro storico, didattico, didascalico, critico, enciclopedico e CreAttivo”. In qual misura ha inteso celebrare e rievocare lo spirito sperimentale e multidisciplinare del Rinascimento?

Ho cercato di seguire un approccio multidisciplinare, facendo una doverosa ricostruzione storica del Rinascimento in Pittura, scultura e architettura, seguita dall’analisi di alcune tematiche specifiche e di aspetti poco investigati dalla critica quali Le donne nel Rinascimento, o il Rinascimento minore di Longhi, per soffermarmi poi sull’analisi critica di alcune opere quali L’uomo vitruviano, La Pietà, La citta ideale, La leggenda della vera croce etc…ed infine ho avuto anche un approccio didascalico allegando un glossario dei termini rinascimentali. Il Rinascimento è stato caratterizzato dicevamo da una vera e propria Danza delle Idee, arricchita e impreziosita dalla sperimentazione e dalla multidisciplinarietà degli artisti e poeti (Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Piero della Francesca, Macchiavelli, Poliziano, Alberti, Ficino, Vasari etc…che erano poliedrici, creativi, innovatori) e uomini di cultura e dal fatto che le Accademie e nelle botteghe degli artisti si confrontavano e contaminavano idee, tecniche, filosofie, religioni. Si approfondirono in questo periodo gli studi delle altre religioni, della Filologia, dell’Astrologia, Archeologia, Matematica.

Nell’ultimo EXPO di Dubai, la riproduzione in scala tridimensionale del “David” di Michelangelo è stata tra le attrattive principali. Quali sono le ragioni sottese al comune sentire del riconoscimento del Rinascimento come culla di cultura mondiale nonchè brand di rinnovamento d’arte e civiltà?

Credo che l’unicità e grandiosità del Rinascimento, riconosciuta a livello mondiale sia dovuta essenzialmente a tre aspetti: Il primo è l’aver messo l’uomo al centro di ogni riflessione artistica, filosofica, poetica ed etica, il secondo la rinnovata attenzione alla cultura classica Greca (soprattutto in scultura e la filosofia di Platone e Aristotele), la terza la danza delle idee, idea centrale del libro, venutasi a creare dalla contaminazione interdisciplinare avviatasi nelle Accademie Medicee.
La concezione dell’uomo diventa centrale, più ottimistica e “laica”, l’uomo è sempre creatura, figlio di Dio, ma ora l’accento cade sul suo valore e sulle sue forze, sulla sua capacità di costruirsi il proprio destino, in una parola, sulla sua potenza e dignità; e il mondo e il corpo non sono più considerati strumenti di pena e tentazione ma elementi indispensabili per la realizzazione di sé. Si riscopre il mondo, la natura, l’uomo, lo studio dei classici latini e greci.

Lei analizza oltre le Arti, dall’Architettura alla Pittura ed alla Scultura, e gli autori, anche temi e idee innovative che hanno caratterizzato il Rinascimento. Ebbene, ravvede influenze, richiami, citazioni anche in esponenti dell’Arte Contemporanea o nel mondo della pubblicità e della moda?

Era inevitabile che il più famoso periodo storico dell’Arte nel mondo, che va sotto il nome di Rinascimento, non producesse studi, influenze, richiami, citazioni anche in autori sensibili dell’Arte Contemporanea da De Chirico a Duchamp, da Ceroli a Pistoletto, da Jorit a TVBoy a Mauro Rea e il mondo della pubblicità e della moda. La democratizzazione dell’Arte, ha portato ad un uso spesso decontestualizzato, ludico e irriverente, tramite procedimenti quali la citazione, la parodia, l’allusione. Sono le opere di Botticelli, Michelangelo e Leonardo ad essere strumentalizzate e usate con particolare frequenza. Ciò avviene non solo per la loro originalità figurativa e qualità tecnica, ma anche per la loro bellezza e sensualità, che le rendono particolarmente appetibili ai media contemporanei.
È curiosa anche un’immagine per i jeans di Valentino che raffigura frontalmente un uomo disteso a torso nudo (1990) (fig. 2). Essa si ispira palesemente al Cristo scorto del Mantegna (Brera). Lo stesso soggetto fu ripreso anche da Pasolini per un suo film. Il riferimento a una delle opere più intensamente religiose del Rinascimento che appare su una pubblicità commerciale e in un film. Facciamo notare infine che la moneta da 1 euro, riporta nel recto l’immagine dell’Uomo Vitruviano.
E’ forse TVBoy il più ironico e contaminato artista contemporaneo con il Rinascimento.
Famosa la sua opera “A second Reinassance”, in cui due giovani a un concerto hanno le sembianze di Leonardo che abbraccia la sua ragazza (Gioconda con occhiali e cappello) o nell’ironica “Ultima cena”, sono tutti a cena da Mc. Donalds, o S.O.S. in cui la Gioconda ha in mano un cellulare e indossa la mascherina.
Nell’opera “La creazione di Adamo. (God is a woman).” la genialità dell’artista si evidenzia in due particolari: Dio è stato sostituito da una Donna che porge ad Adamo una bomboletta spray. E il messaggio che sembra passargli è: “Continua tu il mio lavoro”, palesando in contempo la correlazione Dio/Donna e Creazione/Arte. Adamo che nelle altre versioni dell’opera è distratto da cellulare e P.C., in questa occasione è completamente concentrato a ricevere ed accogliere il messaggio della Donna.

Nel testo è presente un capitolo dedicato alle Donne dell’Arte del Rinascimento. E’ possibile rintracciare uno spirito squisitamente muliebre in talune espressioni artistiche rinascimentali?

Nel ‘500 pur sotto l’ambito familiare e sottoposte all’autorità dei padri e dei mariti, molte Donne si dedicavano allo studio dell’arte e della letteratura, e persino gli umanisti che auspicavano una maggiore istruzione femminile, era spaventati dalla loro successiva ribellione, autonomia e disobbedienza.
Grazie alle dinamiche della discendenza di sangue, le donne rinascimentali entrano “in politica”: sono duchesse, marchese, principesse o regine. Il loro ruolo è ancora spesso marginale, e l’educazione femminile è più modesta di quella degli uomini, ma le figure femminili dominano il panorama politico e culturale di questo periodo. Ma non facciamoci illusioni, in una famosa opera Consigli a una moglie giovane” di Ludovico Dolce tra le altre cose scrive: “Lei non gestisce il suo corpo, esso è “proprietà” del marito”.
I genitori sceglievano i mariti per le figlie e ne negoziavano la sistemazione economica per lo più senza che queste potessero intervenire. Una volta sposata, la donna aveva il compito di procreare, restando chiaramente fedele al marito, doveva vegliare sulla famiglia e, in assenza del coniuge, gestire la casa, limitandosi però, alle funzioni di governante, poiché solo il marito aveva il diritto di amministrare il patrimonio familiare. Fecero eccezioni, Sovrane rispettate, contesse temute, (Lucrezia Borgia, Caterina de’ Medici, Isabella d’Este) e grandi Poetesse e Pittrici come :
Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547) è stata una nobile e poetessa italiana) grande amica di Michelangelo;
Gaspara Stampa, (Padova, 1523 – Venezia, 23 aprile 1554) è stata una importante poetessa italiana.
Appartenente ad un ramo cadetto della nobile famiglia Stampa, condusse una vita elegante e spregiudicata nell’alta società veneziana. Le sue rime, concepite secondo il modello petrarchesco, costituiscono una delle più interessanti raccolte liriche del Cinquecento;
Sofonisba Anguissola, Nata a Cremona (1531-1625) da una famiglia patrizia, educata all’eclettismo dal padre Amilcare, divenne una celeberrima ritrattista presso la Corte di Spagna. E’ una delle poche pittrici del ’500 la cui opera non teme confronto con quella del sesso forte. Al punto di meritare l’encomio di Van Dyck che scrive di “preziosi avvertimenti” fornitegli dall’anziana artista incontrata a Palermo; Lavinia Fontana (1552-1614) è un’altra pittrice che si distingue nel panorama cinquecentesco. Figlia d’arte, il padre è Prospero Fontana (pittore bolognese, si dedica principalmente al ritratto e a temi religioso-mitologici). La sua abilità vale una illustre committenza pontificia: la pala d’altare per la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Pittrice manierista celebre per i ritratti, ma anche per la sensualità e il gusto raffinato nei suoi dipinti;
Artemisia Lomi Gentileschi (Roma 1593-Napoli 1652) La più famosa delle Donne Artiste del Rinascimento, nacque a Roma l’8 luglio 1593 da Orazio e Prudenzia di Ottaviano Montoni, primogenita di sei figli, e operò tra Roma Firenze, Genova, Napoli e Venezia. Nota per l’espressività e drammaticità delle sue opere che hanno avuto l’influenza oltre che del padre Orazio Gentileschi, di Caravaggio, Carracci, Michelangelo, Van Dyck, ma che nonostante ciò hanno una forte impronta espressiva e una personalità autonoma, mitologica e “femminista”. L’Arte di Artemisia si esprime al massimo nei panneggi, nell’espressività erotica e realistica dei corpi, nelle scene di violenza (quasi sempre di donne vendicatrici). Fu la prima donna della Storia ad essere ammessa all’Accademia del disegno di Firenze e la prima Donna nella storia dell’Arte ad Autoritrarsi nell’atto di dipingere, e forse la prima pittrice donna a dipingere donne nude.

La cover del libro è di Mauro Rea, il quale reinterpreta e attualizza l’Uomo vitruviano. Ce ne svela l’intento comunicativo?

Tra le più affascinanti interpretazioni moderne dell’Uomo Vitruviano, voglio sottolineare quella di Mauro Rea che ha realizzato per la cover del mio libro RINASCIMENTO: La danza delle idee. Rea reinterpreta e attualizza il disegno di Leonardo in diversi modi e va oltre la semplice raffigurazione. Come prima cosa inserisce il disegno all’interno di un alfabeto neofuturista che danza intorno al disegno, poi inserisce accanto o dietro la figura maschile, quella femminile, il tutto su carta riciclata usa e getta di Amazon, con al centro un codice a barre. Il tutto come chiara denuncia del mondo mercificato in cui l’uomo non è più al centro della riflessione umana e filosofica, ma la merce ad uso e consumo delle masse. Infine la figura antropomorfa metà uomo e metà donna suggerisce anche una nuova centralità di attenzione umana al complesso mondo moderno LGBT.

Donato Di Poce

Ama definirsi autoironicamente “un ex poeta che gioca a scacchi per spaventare i critici”. (Nato a Sora – FR – nel 1958, residente dal 1982 a Milano). Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo, Studioso del Rinascimento. Artista poliedrico, innovativo ed ironico, dotato di grande umanità, e CreAttività.
Ha al suo attivo 43 libri pubblicati (tradotti anche in Inglese, Arabo, Rumeno, Esperanto e Spagnolo), 20 ebook e 40 libri d’arte Pulcinoelefante. Dal 1998 è teorico, promotore e collezionista di Taccuini d’Artista. Ha realizzato ©L’Archivio Internazionale di TACCUINI D’ARTISTA e Poetry Box di Donato Di Poce, progetto espositivo itinerante.
Vedi siti Internet:
https://www.wikipoesia.it/wiki/Donato_Di_Poce; http://www.donatodipoce.net;
http://www.taccuinidartista.it; http://www.creactivitybranding.it

Oltre i numerosi libri di Poesia, Aforismi e saggistica varia, ha pubblicato i seguenti libri di Critica d’Arte:
Anna Boschi: ContaminAzioni, I Quaderni del Bardo, Lecce 2022.
Taccuini d’Artista: Storia di un’idea da Leonardo da Vinci a Basquiat, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2020.
Mauro Rea: Icone Pop, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2020.
Poetiche dell’Invisibile, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2019.
Poetry Box: Taccuini d’Artista in scatola, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2019.
Giovanni Ronzoni: L’Arte per sottrazione, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2019.
Fotografia dell’invisibile: guardare non è vedere, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2018.
Donne per l’Arte, I Quaderni del Bardo, Lecce, 2019.
Rompete le righe, Campanotto Editore, Udine, 2016.
La Stanza di Arles, CFR Edizioni, Sondrio, 2014
De Sculptura, CFR Edizioni, Sondrio, 2013;
Guardare non è vedere, CFR Edizioni, Sondrio, 2012;
L’Avanguardia dopo l’Avanguardia, anche. CFR Edizioni, Sondrio,2012;
Il Taccuino di Stendhal, Campanotto Editore, Udine, 2008.

iQdB edizioni di Stefano Donno
(i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 73107 Sannicola (LE)
Mail: iquadernidelbardoed@libero.it
Info Link: http://www.iquadernidelbardoedizioni.it
Blog: https://iquadernidelbardoedizionidistefanodonno.com/

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