Ancora bigotti

Ancora bigotti” sostiene l’ipotesi non ovvia che la morale sessuale sia uno degli aspetti in cui la nostra civiltà è progredita di meno negli ultimi 4000 anni. Da dove ha desunto siffatto convincimento?

La maggior parte delle persone o non ha mai fatto sesso in più di due o lo disapprova violentemente. D’altronde, i più biasimano ciò che non fanno, secondo il convincimento che essi siano nel giusto! Il sesso è un modo straordinario per trovare tutti sbagliati. Si pensi alla lingua: tutti si ritengono depositari della lingua “giusta” e beccano l’altro se non adopera correttamente il congiuntivo, se usa termini in lingua inglese. E’ una maniera cheap per erigere se stessi a giudici. Con sospetto è anche guardato il sesso con grande differenza d’età oppure i frequenti cambi di partner. Tutti si dichiarano libertari in generale ma se chi muta partner ripetutamente è femmina è commentata. Ciò non comporta esplicita disapprovazione, basta parlarne per porsi al di sopra. C’è, evidentemente, una morale che condanna e lo fa in modo strisciante. Parlare di sesso a distanza, ad esempio, è reputato dalle donne come una mancanza di rispetto, una forma di volgarità, salvo parlare di qualsiasi argomento per telefono! Non solo avere diversi partner ma anche prendere iniziative verso diverse persone è giudicato riprovevole. La frase che, solitamente, si adopera, è “Ci prova con tutte!” o “Ci sta con tutti!” Si sente il bisogno di criticare, condannare e danneggiare, esagerando e facendone una caricatura. Ciò è sordido, è schifoso. Si tratta di un’ipocrisia che sottintende malevolenza e possesso d’uno strumento per esercitare malevolenza: le persone sono violente e le armi forniscono lo strumento della violenza. La morale sessuale è un’arma. Tale morale sessuale è la stessa da 4.000 anni: il sesso è male, a meno che non sia in una relazione monogama fortemente impegnativa. In termini di giustizia sociale nessuno pensa più che alcune classi sociali abbiano più diritti di altre! Non parliamo dei progressi tecnologici!

Le coppie esibiscono una stretta monogamia; ogni contatto con terzi è reputato un tradimento che può sfasciare la relazione, eppure tutti si dichiarano libertari. Perchè questa ambiguità?

La libertà di pensiero si è davvero molto sviluppata. Non si possono condannare le persone sulla base di regole riconosciute, salvo il Codice! Oggi, non è prevista la condanna per motivi morali. E’ il politically correct! Si afferma che tutto si può fare, specificando, però, di non farlo. Si tradisce, si può tradire ma tutti lo negano. Evidentemente, qualcuno mente: “Non condanno il tradimento ma non ho mai tradito”. La libertà è sospesa per poter danneggiare gli altri.

Professore, perché il sesso e, conseguentemente, il piacere costituiscono un elemento di disturbo in seno alla società?

Costituisco una leva possente nelle mani di alcuni a controllare la nostra tendenza al piacere sessuale. Il più potente controllore è costituito dalla casta dei sacerdoti. Essi affermano l’esistenza di Dio ed indicano le sue preferenze rispetto ai comportamenti umani. Egli premia o punisce i comportamenti umani. Lo stregone riteneva che Dio sovrintendesse alla pioggia e che potesse fungere da intermediario. Oggi, la minaccia della dannazione eterna funziona solo su ciò che le persone hanno difficoltà a controllare: cibo e sesso. Camminare con i piedi paralleli o mangiare erbe amare sarebbe negato da tutti. Nessuno lo farebbe e nessuno si troverebbe in colpa. Le proibizioni religiose sono sempre parziali: non bere alcool, non mangiare maiale, non assumere carne di venerdì. Ciò è colpevolizzante e sostenibile. Questo è il trucco! Analogamente per la proibizione del sesso. E’ da richiamare la Scuola di Francoforte: coloro che hanno la capacità d’influenzare il corso degli eventi si configurano come coloro che producono beni su larga scala; essi hanno bisogno di gente vogliosa di lavorare in cambio di denaro per acquistare oggetti, come una borsa Louis Vuitton, laddove potrebbe essere felice gratis. Come? Facendo sesso e leggendo Proust. Godendo della cultura, della natura selvaggia, della cultura. Il potere economico ed il potere sulle anime concordano nel ritenere che il lunapark che abbiamo tra le gambe può essere sfruttato per colpevolizzare e va disattivato per sfruttare la forza lavoro.

Secondo lei “il matrimonio è il mezzo ideale per cancellare quasi completamente il sesso dalle abitudini delle persone”. Può rinvenirsi qui la crisi in cui versa?

Sì, naturalmente! E’ ovvio! Se qualcosa diventa fortemente abitudinaria, quasi obbligatoria, una parte non irrilevante del gusto che si prova a farla viene scemando. Ad esempio, se il suo piatto preferito fossero i dolciumi, in particolare i profiteroles, dopo tre giorni mettere volentieri le mani su un polletto arrosto! Perchè le persone dovrebbero ripetere ogni volta la stessa cosa e trovarla sempre bellissima? Non solo: ogni attrattiva per altro dovrebbe cessare! Il matrimonio proibisce di realizzare il desiderio dove esso si manifesta ed ingiunge di realizzarlo dove non si manifesta. Il matrimonio ha la mostruosità di negare la natura umana. E’ chiaro che occorre combattere contro la gelosia, inesistente in società poligamiche. Il matrimonio è in crisi poiché si sta acquisendo consapevolezza circa la libertà di assecondare la propria natura, uscendo dalla gabbia.

Le donne e gli uomini in Italia non si riconoscono più esplicitamente nella morale sessuale cattolica, eppure continuano a seguirla. Quali ragioni individua?

Non è di moda dire “Io obbedisco”. E’ di moda dire “Io sono un libero pensatore”. Sono del parere che tutte le idee devono essere professabili. Il punto è che nessuno vuol rinunciare ad esprimere giudizi di merito. E’ la “Parabola del grande inquisitore” contenuta ne “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij. Gli italiani, pur non riconoscendosi più palesemente nella morale sessuale della chiesa cattolica, proseguono a aderirvi per una serie di motivi gretti: la morale tradizionale è conveniente, accarezza tabù arcaici, ghettizza la donna; è un pretesto per ignavia, egocentrismo ed aridità nei rapporti umani. Nascosti dietro sentimenti irreprensibili, come pudore e fedeltà, s’intravedono sospetto, inquietudine, gelosia.

Edoardo Lombardi Vallauri è professore ordinario di Linguistica Generale all’università Roma Tre. Si è occupato soprattutto di linguistica generale, linguistica giapponese, linguistica italiana, comunicazione persuasiva, linguaggio e cervello. È autore di diversi volumi scientifici. Fra questi, non sono rivolti ai soli addetti ai lavori Parlare l’italiano(Il Mulino), La linguistica in pratica (Il Mulino), Capire la mente cattolica (Le Lettere), Semplificare. Micro-filosofie del quotidiano (Eri-Rai & AUP), Parole di giornata(con Giorgio Moretti, Il Mulino), Onomatopea e fonosimbolismo(con Luca Nobile, Carocci), La lingua disonesta (Il Mulino), Ancora bigotti (Einaudi). È stato ideatore e conduttore della trasmissione Castelli in Aria (Rai Radio Tre). È ideatore e direttore del sito web rightpronunciation.comper la pronuncia dei nomi propri internazionali, e del sito oppp.it(Osservatorio Permanente sulla Pubblicità e la Propaganda).

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