Come le scuole hanno contribuito alle attività previste nell’anno dedicato a Matteotti, nel centenario del suo assassinio?
Da anni, collaboro con la Fondazione Matteotti, in qualità di studiosa, ed ho anche avuto la possibilità di pubblicare il mio saggio dal titolo “Rapporto sul sapere. L’intellettuale ne tramonto della politica” nella collana della Fondazione.
Quest’anno è stato importante, da docente di Filosofia e Scienze Umane, aver coordinato il progetto con il quale la scuola ha partecipato al “Concorso Matteotti” per le scuole, proposto dalla Direzione generale per lo Studente del Ministero dell’Istruzione e del Merito, patrocinato dalla Fondazione Giacomo Matteotti e dalla Fondazione di Studi storici Filippo Turati. Il progetto Matteotti 100 nelle scuole, al quale ha contribuito anche la Presidenza del Consiglio dei ministri, in vista del centenario, ha promosso sia la realizzazione di specifico materiale didattico originale per le scuole riversato in una nuova pubblicazione divulgativa a uso degli studenti e dei docenti, sia una serie di incontri con i pressi scolastici nazionali disseminati sull’intero territorio nazionale, realizzati negli anni scolastici precedenti in preparazione del Centenario. Da docente, ritengo inoltre importante il sostegno offerto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, alla quale fa capo la Struttura di Missione per gli Anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali ed internazionali, per la realizzazione del progetto Matteotti e noi. Una lezione di libertà, ideato dalla Fondazione Giacomo Matteotti per promuovere la memoria e i valori nelle scuole in occasione del centenario della morte. Il progetto originale – che utilizza ampiamente strumenti multimediali– si segnala per la sua natura multitask, idonea a coinvolgere emotivamente gli studenti al fine di stimolarne curiosità e creatività. Proprio la curiosità e la creatività sono state le tue competenze che come docente tutor, ho voluto che gli studenti della classe 4I sviluppassero portando avanti un PCTO di stampo “accademico”, attraverso il quale comprendessero come studio e ricerca siano lavoro, fatica e soddisfazione. Il Percorso ha avuto come scopo quello di partecipare al Concorso promosso dalla Fondazione, gli studenti sono stati chiamati a immergersi nel vivo dei discorsi espressi da Matteotti, studiandoli, analizzandoli per pensare come elaborare un prodotto che gareggiasse all’interno della categoria multimediale.
Quindi, la sua proposta didattica non è stata rivolta ad una classe uscente, in procinto di sostenere l’esame di Stato, e che già conosceva storicamente il fenomeno del fascismo? C’è stato uno sfasamento tra il percorso di ricerca proposto e il periodo studiato durante l’anno di storia? Ci può raccontare come è stato coordinato il Progetto? E la risposta della classe?
Il progetto ideato ha avuto per titolo “Il potere della parola”, volendo cogliere da un punto di vista argomentativo, lessicale, filologico e filosofico la potenza dei discorsi politici espressi da Giacomo Matteotti. Discorsi che, suo malgrado, sono stati la causa del suo assassinio; parole potenti in grado di destabilizzare il fascismo. Si è, quindi, pensato un percorso di ricerca -azione, allo scopo di motivare allo studio della storia in un’ottica di elaborazione di un prodotto multimediale.
Abbiamo simulato un’attività creativa aziendale, i docenti coinvolti del consiglio di classe sono stati – per la maggior parte – i colleghi di storia, di lettere, di scienze umane, di arte.
Il partner esterno del percorso è stato l’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea (ILSREC), con il quale il Liceo Pertini da anni ha già articolato iniziative culturali e didattiche. Gli studenti, in una fase preliminare, hanno partecipato ad alcune lezioni presso l’ILSREC, tenute dal prof. Paolo Battifora su “La metodologia e la ricerca storica”, “Il fascismo e la scuola” “Il fascismo e l’istruzione”. Gli incontri, sotto forma di laboratori e seminari, sono serviti per offrire agli studenti la base teorica su cui imbastire la propria ricerca e la produzione del prodotto multimediale con il quale gareggiare al concorso. Lo step successivo è stato svolgere delle ore extracurricolari presso la Biblioteca Berio del Comune di Genova. Per gli studenti sono state mattinate importanti ed originali da un di vista culturale, formativo oltre che didattico. La lezione non è solo quella in classe. Lo studio sul campo, la ricerca dei libri, la stesura di una bibliografia prima sull’autore e poi sul tema sono tutte attività formative ed orientanti importanti. Spesso, infatti, gli studenti imparano cosa sia una bibliografia solo in occasione della stesura della tesi di laurea triennale. La scuola, invece, deve preparare gli studenti al mondo universitario. La ricerca è un lavoro intellettuale con delle sue regole e con delle sue metodologie da conoscere e rispettare. Il rigore della ricerca è segno della fondatezza dello studio e dell’indagine elaborata. Insegnare ciò agli studenti di una classe quarta non è stato semplice, perché ha significato renderli autonomi e protagonisti del proprio percorso, considerando imprescindibile l’immersione all’interno dei testi. Studiare in biblioteca è stato importante perché potessero vivere lo studio in modo autonomo, indipendente, gestendo il proprio tempo senza la coercizione dettata dalla campanella, o dalla scansione delle lezioni curricolari. Organizzarsi in un ambiente diverso dalla scuola è stato stimolante perché hanno dovuto tenere conto della presenza di persone estranee, di scaffali nei quali riporre i libri dopo la consultazione, di gestione delle loro esigenze personali in un ambiente “lavorativo” altro rispetto all’edificio scolastico.
Quanto è durato il progetto? Con che risultati? Che ruolo ha rivestito la Fondazione Matteotti?
Il PCTO non è terminato, anzi, si concluderà nei primi mesi dell’anno prossimo, proprio con un viaggio a Roma presso la sede della Fondazione Giacomo Matteotti allo scopo di completare le fasi già svolte con la conoscenza diretta dei luoghi romani.
Il percorso, quindi, ha visto una seconda fase nella quale gli studenti, dopo aver elaborato i prodotti multimediali, hanno inviato i lavori svolti alla Fondazione Giacomo Matteotti per la partecipazione al Concorso, entro il 29 febbraio. L’elaborato proposto ha meritato la menzione speciale della Commissione esaminatrice dell’edizioni del centenario del concorso nazionale “Matteotti per le scuole”. Le studentesse hanno seguito la Premiazione, avvenuta il 17 maggio online, liete nell’essere menzionate, hanno espresso la loro soddisfazione per il plauso del progetto, ed hanno raccontato come abbiano realizzato il lavoro multimediale.
Inoltre, ho proposto, proprio per portare avanti il percorso come lettura estiva il saggio scritto dal Presidente della Fondazione Alberto Aghemo, edito da la Rubettino nel 2024, dal titolo La scuola di Matteotti. Un’idea di libertà: istruzione, democrazia e riscatto sociale.
Il saggio sarà presentato dagli studenti, proprio a Roma in occasione del viaggio di fine percorso. Gli studenti, quindi, avranno la possibilità di cimentarsi nella presentazione di un testo importante, all’interno della ricca bibliografia matteottiana. Inoltre, potranno raccontare – anche – in fase di colloquio orale durante l’esame di stato, non solo l’esperienza vissuta, ma quali competenze si siano sviluppate presentato il saggio del professor Aghemo.
Vuol raccontare brevemente il percorso proposto dal prof. Alberto Aghemo?
Alberto Aghemo precisa come la scuola per Giacomo Matteotti debba essere “qualche cosa per cui, almeno per quattro o cinque anni, la gente del popolo non pensi alla preparazione del lavoro manuale, ma impari anche delle astrazioni.” Matteotti, quindi, come precisa l’autore, ritiene che per mezzo della scuola gli studenti imparino a pensare, ad astrarre e ad elaborare concetti. La scuola è immaginata come libera, poetica, astratta affinché gli studenti possano beneficiarne del ricordo per qualche anno. Matteotti rivendica e riafferma l’interesse nei riguardi dell’istruzione e dell’educazione dei lavoratori. L’istruzione e l’educazione sono i mezzi attraverso i quali è possibile ottenere un riscatto sociale, ed attraverso cui è possibile emanciparsi politicamente. L’istruzione eleva moralmente i lavoratori. La scuola per Matteotti è più di un programma politico, ma è lo strumento più alto per manifestare la libertà. L’uomo di cultura e il militante appassionato attraverso un’intera vita di impegno per l’istruzione intesa come mezzo e come fine, come primo strumento di democrazia e come obiettivo di riscatto sociale.
Interessante è quanto scrive, nella Premessa ”Matteotti e l’istruzione popolare: la lotta di una vita”. Quando ci si discosti un poco dal cono d’ombra del monumento che si è soliti frequentare soprattutto in occasione delle commemorazioni e degli eventi celebrativi, emergono l’originalità, la lungimiranza e il respiro europeo di un politico di grande spessore che univa alla passione, lo studio, la preparazione, l’amore per i fatti in nome di quel sano pragmatismo che gli deriva dall’essere socialista riformista, lontano dagli ideologismi e da ogni forma di retorica (p.11). Matteotti ha sempre lottato, ritenendo che compito della scuola fosse quello di formare amministratori capaci in grado di promuovere l’elevazione sociale e culturale proletariato sulla scia della democrazia parlamentare.
Nel 2023 il Parlamento italiano ha approvato in via definitiva la Legge che istituisce le celebrazioni per il centenario della morte di Giacomo Matteotti: tra le attività di ricerca su vita, pensiero e opera di Matteotti.
Quale, ad oggi, è meritevole di maggior attenzione?
Per comodità di esposizione, diamo un termine a quo a una riflessione sulla recente presenza di Matteotti nella scuola italiana lo si può individuare nell’anno 2014. In occasione delle celebrazioni del novantesimo anniversario della morte del politico polesano. Infatti, la Fondazione Giacomo Matteotti e la Fondazione di Studi storici Filippo Turati hanno predisposto un ampio calendario di iniziative, non soltanto celebrative ma anche formative, che raccolse vasti riconoscimenti a partire dall’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, cui si sommano il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri e delle presidenze di Camera e Senato. Iniziative di commemorazione e di formazione, in stretta collaborazione con la Direzione Generale per lo Studente de Ministero dell’Istruzione che si è concretizzato nell’immediato nell’organizzazione con cadenza annuale del “Concorso nazionale Matteotti per le scuole”, avviato nel 2014/2015. Da allora il concorso, che intende stimolare anche la creatività dei giovani attraverso la realizzazione di elaborati testuali, grafici e multimediali a partire da un tema che viene indicato ogni anno dagli enti promotori, ovvero la Direzione Generale per lo Studente, la Fondazione Matteotti e la Fondazione Turati, ha registrato una partecipazione sempre crescente, dal punto di vista sia quantitativo che qualitativo, da parte degli studenti e delle scuole.
Molte iniziative hanno avuto un’efficace disseminazione presso i plessi scolastici nazionali grazie al sostegno di Istituzioni private e pubbliche. Tra le prime, si deve senz’altro segnalare la Fondazione Roma che ha contribuito significativamente alla realizzazione di un piano di attività formative di attività formative disseminate sull’intero territorio della Regione Lazio in occasione anche del centenario anniversario matteottiano. Le Fondazioni Matteotti e Turati e la Direzione Generale per lo Studente hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa triennale, nel 2018 per la prima volta, poi rinnovata, nel quale è espressa l’intenzione tra le parti di realizzare iniziative didattiche e formative, attraverso il coinvolgimento diretto degli istituti scolastici di tutto il territorio nazionale, promuovendo percorso di formazione attraverso l’utilizzo e la divulgazione dei contenuti e dei materiali storici in possesso tra le Parti.
Rosaria Catanoso
Dottoressa di ricerca in Metodologie della Filosofia, docente di filosofia nei licei, membro del Centro per la filosofia italiana. Collabora regolarmente con le riviste “Segno”, “il cannocchiale. Rivista di filosofia”, “Tempo Presente” della Fondazione Giacomo Matteotti. Ha pubblicato saggi e articoli su Arendt, Heller, Husserl, Chiaromonte, Croce. Tra i suoi libri: Hannah Arendt. Imprevisto ed eccezione lo stupore della storia, Giappichelli, Torino 2019, Rapporto sul sapere. L’intellettuale nel tramonto della politica, Fondazione Matteotti, Roma 2021.






