“Mediterraneo Festival Corto” è un festival internazionale di cortometraggi, quest’anno arrivato alla XIII edizione consecutiva.
Quali sono le caratteristiche del genere?
Il festival nasce dalla passione per la cinematografia e la cultura in generale. Tredici anni fa con il mio socio Ferdinando Romito abbiamo pensato di organizzare un festival dedicato ai cortometraggi, un settore all’epoca poco conosciuto. Negli anni il cortometraggio da produzione di nicchia è stato riconosciuto allo stesso livello dei lungometraggi, con riconoscimenti in tutti i migliori festival Internazionali, in Italia i David di Donatello come Nastri d’Argento danno molto valore a queste produzioni. Dare visibilità ai giovani registi che si affacciano alla settima arte è stato l’input per la realizzazione del festival, ma oltre a questo, anche la volontà di valorizzare il territorio; infatti sono numerose le personalità del settore ospitate negli anni che hanno la possibilità di visitare la nostra costa, l’interno del territorio con visite organizzate in barca ed escursioni nell’entro terra, oltre alla visibilità mediatica dell’evento.
Amnesty International Italia patrocina la sezione relativa ai Diritti umani.
Quanto, oggi, è vivo l’interesse del Cinema verso l’impegno civile e politico?
Siamo orgogliosi di essere stati riconosciuti da Amnesty International Italia e avere il loro patrocinio nella sezione dei diritti umani, una sezione a cui siamo molto legati. Il cinema ha sempre dato spunto di riflessione ed i cortometraggi arrivati negli anni hanno sempre affrontato problemi legati non solo ai diritti umani, ma anche a patologie e problematiche sociali. La cinematografia nazionale e non solo ha dato anche la possibilità di riaprire e affrontare casi ormai dimenticati, approfondendo i casi presi in esame e restituendo dignità alle vittime. Ogni anno viene selezionato un corto arrivato al festival e premiato con la menzione straordinaria, e poi, nel mese di dicembre, organizziamo una serata di solidarietà proprio in base al tema trattato nel corto selezionato. Proiettiamo il cortometraggio, premiamo il regista e l’incasso della serata lo devolviamo in beneficenza ad un’associazione, possibilmente no profit, che si occupa del tema del cortometraggio.
Il Cinema ha avuto un ruolo rilevante nella storia italiana passata e recente. Quanto reputa che abbia influenzato sentimenti personali e collettivi?
Il cinema è magia, in quell’ora e mezza di visione abbandoniamo la realtà quotidiana e per mano ci lasciamo trasportare nella trama del film, vivendo le emozioni dei protagonisti, o personali se la storia ci ha sfiorato realmente nella nostra vita. Personalmente il cinema, come la musica e i libri, in me hanno avuto un ruolo fondamentale. Film come Hair, qualcuno volò sul nido del Cuculo, Jesus Crist superstar, o registi come Jean Luc Godard, Francois Truffaut, Fellini, Michelangelo Antonioni, solo per citarne alcuni, hanno influenzato e formato la mia coscienza e aperto una breccia per amare ancor di più il cinema.
Autori, registi, attori, maestraenze, produttori… C’è un filo rosso che annoda le plurime e molteplici anime che orbitano intorno al Cinema?
Fondamentalmente per chi opera nel cinema è un lavoro, ma ovviamente è anche la passione che lega una troupe nella realizzazione di un’opera cinematografica. Un film o un cortometraggio hanno bisogno di tante figure. In primis è l’idea, il soggetto di una persona, per poi svilupparsi in sceneggiatura. Una volta trovata la casa di produzione per realizzare la pellicola si ha bisogno di un insieme di tutti coloro che operano nel settore. Sono tutti professionisti dal regista, agli attori, al direttore della fotografia e del suono. Non da meno sono le così dette maestranze, costumisti, macchinisti, comparse. Tutti hanno un ruolo fondamentale per la buona riuscita del film. Un cortometraggio anche se di solo quindici minuti ha la stessa struttura di un lungometraggio. Tutto deve funzionare alla perfezione, e dopo la realizzazione altre figure entrano in scena come la distribuzione ed i festival che danno la possibilità di poter essere proiettati al pubblico.
Lei da anni s’impegna nel divulgare la cultura cinematografica.
Quali ostacoli incontra?
Gli stessi ostacoli che si incontrano nella divulgazione culturale in genere. Viviamo in una società di consumo e di immagine. L’ostacolo più grande lo si trova sempre con le istituzioni, per quanto loro sfruttino la parola Cultura nelle loro campagne politiche, per poi tagliare i fondi alla Cultura e non solo, anche alla Sanità. Purtroppo il confronto con le amministrazioni è un ostacolo difficile da superare, per quanto quello burocratico negli anni si è snellito molto, loro il più delle volte ragionano in base alle presenze di una manifestazione. Senza mai analizzare che una sagra, un nome popolare del mondo televisivo, a causa della scarsa condizione culturale che viviamo, attirerà sempre più pubblico di un festival dove la Cultura si semina senza interessi personali, solo ed esclusivamente per divulgarla e creare emozione nel pubblico presente. Manifestazioni come il Mediterraneo Festival Corto hanno una grande visibilità nel circuito cinematografico e siamo conosciuti in tutto il pianeta. Lo dimostra il gran numero di iscrizioni di cortometraggi che arrivano ogni anno da tutto il mondo.
Francesco Presta è Direttore Artistico del CineCircolo Maurizio Grande.
È promotore e organizzatore di eventi culturali e sociali nel borgo antico di Diamante, tra cui un importante Festival Internazionale del Cinema dedicato ai cortometraggi, il “Mediterraneo Festival Corto” un Concorso di Video-Poesia e Book-Trailer “La Bellezza dell’Eterno”, una rassegna letteraria “CulTour -Libri in movimento” che si svolge in primavera ed in autunno, con presentazione dei libri nelle scuole d’obbligo, una manifestazione di solidarietà il cui incasso è devoluto in beneficenza a favore della ricerca il Gran Galà “Enza Minervino”.
Ha al suo attivo due mediometraggi: Sweet Dream (2014), Tango del Mare (2015) e tre cortometraggi: “Sono tecnologicamente morto” (2015), “Caro Babbo Natale” (2016) e “90 Secondi all’Inferno” (2018) scritti e diretti assieme a Ferdinando Romito.
Autore di due libri:
• “A 33 Giri – Distorsioni di una mente errante” frutto della sua passione per la musica, che ama definire il suo “Primo album stonato”.
• “L’amico fragile” è il suo secondo libro.









